Dai Quartieri – Parco di via Trevi: i cittadini chiedono sicurezza, controlli, vigilanza da tempo ad una Giunta sorda e cieca

Milano

Milano 20 Settembre – Urla, schiamazzi, musica, alcool a fiumi, fumo, rifiuti ed escrementi: è la situazione che si ripete ogni sera da ormai molto tempo nel parco di via Trevi, quartiere Affori. Giovedì sera la protesta dei cittadini è arrivata in Consiglio di Zona 9, per bocca di Gabriele Abbiati, consigliere della Lega Nord, e della sua mozione.

La situazione del parco di via Trevi è già nota da ormai qualche anno, ma ha ora raggiunto livelli di degrado davvero drammatici per i residenti di Affori, che ieri sono accorsi a decine in Consiglio di Zona 9. Nel corso degli scorsi mesi invece sono state frequenti le segnalazioni al Consiglio di Zona 9 da parte dei cittadini, spesso accompagnate da fotografie che ritraevano i frequentatori del parco espletare tranquillamente i propri bisogni dove la mattina seguente i nonni portano i bambini a giocare.

 È lo stesso Gabriele Abbiati a spiegarci i problemi del parco: “Ogni sera il parco di via Trevi è frequentato da centinaia di persone, si organizzano grigliate e si consumano ettolitri di alcolici. Parti del parco si trasformano in cucine all’aperto con vendita di bibite e di altri generi di conforto, mentre la musica pompa a tutto volume fino a notte inoltrata (3 del mattino) e la birra scorre a fiumi. Gli schiamazzi durano per l’intera settimana, con i maggiori eccessi nel week-end. La mancanza di tranquillità sta esasperando i cittadini del quartiere – questa la denuncia di Gabriele Abbiati – soprattutto i residenti delle palazzine a ridosso del parco, impossibilitati a dormire. Sono parecchi i disagi, oltre al rumore, che gli abitanti devono quotidianamente sopportare: la sosta selvaggia, i bisogni fisiologici espletati sui marciapiedi e nei pressi dell’asilo comunale, l’abbandono dei rifiuti e le decine di ubriachi che escono dal parco e si mettono alla guida dell’auto”.

La mozione è stata approvata con un emendamento del PD che, per una volta, ha inasprito le richieste verso il Comune chiedendo la recinzione del parco e la chiusura nelle ore serali. Curioso e drammatico notare come, proprio mentre in Consiglio di Zona 9 si discuteva di questi problemi, a Bruzzano, quartiere periferico sempre di Zona 9, due albanesi e un egiziano venivano freddati in strada. Probabilmente un regolamento di conti tra le bande che gestiscono lo spaccio nella periferia nord, o un’esecuzione nell’ambito della malavita albanese.

Agghiacciante pensare come in quell’ora le vie di Bruzzano fossero affollate di persone, magari di ritorno dal lavoro, che con una facilità drammatica potevano rimanere coinvolti nella sparatoria. Proprio la stessa facilità con cui i residenti della zona di via Trevi potevano venire a contatto col degrado lasciato nel parco dalla festa del giorno prima, o la stessa facilità con cui correvano rischi se solo osavano protestare contro gli occupanti.

Si potranno definire queste conclusioni strumentalizzazioni, ma quando i cittadini rischiano letteralmente la vita tornando a casa dal lavoro, oppure quando non riescono a dormire la sera senza poter neanche protestare, servono azioni politiche forti. Lo spettro dell’emergenza sicurezza sembra tornare, e la paura del cittadino (che paga le tasse) a semplicemente vivere in città è da scongiurare con un rinnovato ed esteso presidio sul territorio da parte delle forze dell’ordine, nonché con azioni preventive più decise. E queste misure non possono più essere rinviate dalla politica delle istituzioni comunali.

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