Il nuovo Regolamento per la tutela degli animali non tutela il buon senso della Giunta Pisapia

Milano

Milano 11 Settembre – Uno dei compiti che risulta in capo all’amministrazione comunale è anche la tutela degli animali, specie quelli cosiddetti “d’affezione”, che ormai sono entrati a far parte di molte famiglie. Questa giusta esigenza nelle mani della Giunta arancione si è trasformata nell’occasione per un regolamento quantomeno bizzarro, se non addirittura lesivo in alcuni casi della razza umana, se così vogliamo definirla.

Proprio sulla definizione di noi umani troviamo una prima stranezza tra le prime righe: si legge infatti che il Comune di Milano “condivide il principio che anche gli animali non umani, in quanto esseri senzienti, coscienti e sensibili…”. Definizione discutibile sul piano filosofico, antropologico, scientifico, psicologico, ma considerare i cittadini milanesi “animali umani” è quantomeno imbarazzante, per non dire, dal mio punto di vista, agghiacciante e degradante la nostra condizione. Sembra quasi che distinguere gli umani dagli animali sia anch’essa, per la sovrastruttura ideologica arancione, una forma di discriminazione e razzismo.

Ma andiamo avanti. Il regolamento prevede tutta una serie di tutele per gli animali, alcune giuste e quasi ovvie, come il divieto di maltrattamento o abbandono, altre più complicate. Si scoraggia la soppressione dell’animale per eccessiva violenza o per motivi sanitari preferendo percorsi di “riabilitazione”, tranne nel caso in cui si parli di “soppressione eutanasica”. Poi ancora, il regolamento sconfina nell’educazione degli umani, incoraggiando scelte di alimentazione “cruelty free” e chiedendo che nelle mense scolastiche venga fornita una scelta di pasti vegani e vegetariani.

Ma non è tutto, e proseguendo troviamo i punti più interessanti. “E’ vietato – si legge nel regolamento – su tutto il territorio del Comune di Milano, salve speciali autorizzazioni in deroga, l’utilizzo di petardi, razzi, mortaretti, fuochi d’artificio e articoli pirotecnici in genere, ad eccezione di prodotti che generano esclusivamente effetti luminosi”.

Per quanto riguarda i piccioni sarà “vietato l’utilizzo degli aghi metallici e dovrà essere previsto l’uso di sistemi non cruenti di allontanamento dei piccioni, o altri volatili”. Nessun accenno al divieto di alimentazione dei piccioni, peraltro sancito da un’ordinanza comunale ancora in vigore. L’importante è che non si facciano male.

Un altro punto riguarda la disinfestazione, le cui operazioni, “ove necessarie per la tutela della salute pubblica, dovranno essere effettuate salvaguardando la fauna presente”. Se venissero considerati fauna locale, quindi, non potrebbero neanche essere allontanati i topi da mezzo metro o le nutrie che infestano molte aree della nostra città, rappresentando un grave rischio per la salute dei cittadini.

Diverse disposizioni anche sui pesci, innanzitutto: “Gli animali acquatici appartenenti a specie sociali dovranno essere tenuti almeno in coppia”. Sia mai che il proprio pesce rosso soffra di solitudine, lo vieta il Comune. Poi diciamo pure addio alle classiche bocce tonde di vetro per i pesci: “Gli acquari non devono avere forma sferica o comunque non devono avere pareti curve di materiale trasparente”. E ancora, l’acquario deve essere arredato correttamente: “E’ necessario garantire, all’interno degli acquari, la presenza di arredi, anche vegetali, atti a fornire luoghi di rifugio e di riposo”.

Se invece avete un’aragosta in casa come animale domestico, precise sono le disposizioni del Comune, che al primo punto del capitolo dedicato alla tutela dei crostacei ci tiene a ribadire: “Le disposizioni del presente Regolamento si applicano anche ai crostacei tenuti in acquari come animali d’affezione”. Quindi passa a elencare i divieti, riguardanti la bollitura del crostaceo da vivo, obbligando alla soppressione preventiva, e, per dirne un altro, alla chiusura delle chele. Un altro capitolo invece è dedicato alla tutela addirittura di insetti e aracnidi.

Un simile regolamento avrebbe dovuto regolare i rapporti tra animali e umani, nel reciproco rispetto. Sembra invece andare a ledere volontariamente i cittadini imponendo divieti e obblighi che vanno ben oltre la semplice tutela dell’animale. Il precedente regolamento è stato bollato come gravemente carente, e in questi giorni il nuovo garante per gli animali, il professor Valerio Pocar, sta girando nei Consigli di Zona per discutere appunto il suo nuovo regolamento.

Il professor Valerio Pocar è un noto esponente del movimento antispecista, il cui obiettivo filosofico-politico è, in estrema sintesi e semplificazione, la negazione della diversità specifica di umani e animali, e il relativo riconoscimento filosofico-giuridico dell’eguaglianza dei diritti di entrambi, animali e “animali non umani”. Anche una simile teoria trova il suo posto nella nuova sinistra radicale dei diritti, nella Milano di Pisapia.

Gabriele Legramandi

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