V.le Tibaldi mercato abusivo, i vigili non intervengono. Colpa del Comune che non vuole contrastare questo fenomeno.

Milano

Milano 3 Settembre – Circola su Facebook, con centinaia di condivisioni, un video che riprende un mercato abusivo gestito da immigrati accanto alla fermata dell’autobus, tra le due carreggiate, in Viale Tibaldi. Nel video si vede passare una pattuglia dei vigili urbani che non interviene. Ovviamente sui social network è partito lo sdegno di fronte alla generale mancanza di controlli nei confronti dei venditori abusivi e vu’ cumprà. Questo mercatino improvvisato in Viale Tibaldi è solamente una delle tante situazioni di abusivismo e degrado che purtroppo a Milano sono ormai una costante quotidiana. Basta fare un giro in Galleria Vittorio Emanuele II, in Stazione Centrale, nelle fermate della metropolitana, dentro il Palazzo Sforzesco, in Corso Buenos Aires e in tanti mercati comunali per rendersi conto del diffuso sistema di vendita abusiva di merci contraffatte da parte di immigrati, spesso clandestini. 
Le denunce della polizia locale sono scarse e spesso si ha l’impressione che siano controllati maggiormente i commercianti  o gli ambulanti regolari milanesi piuttosto che allontanati i protagonisti del fiorente mercato della contraffazione.
La politica del Comune è assolutamente fallimentare, la sinistra da sempre volta le spalle al fenomeno, per buonismo, consentendo che Milano diventi la città degli abusivi, regalando una deprimente immagine della città per i turisti. Ci sono zone che sono diventate degli autentici suk dove si fa fatica a percorrere pochi metri senza essere infastiditi da abusivi e questuanti.
E’ colpa di questa amministrazione che non pensa minimamente al decoro della città e al contrasto di quest’economia sommersa. Ovviamente sarebbero necessari maggiori controlli, multe salate e presidi fissi da parte dei vigili ma siamo sicuri che senza un’indicazione politica di questo tipo difficilmente la situazione migliorerà. E Milano continuerà a essere la città del degrado.

Silvia Sardone

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