Ferrovie Nord. Nell’Italia dove l’ignoranza è virtù si esalta chi aggiunge disordine al caos

Politica

Ricordo un tempo in cui chi portava una divisa, qualunque fosse, da quella  Generale di Corpo d’Armata a quella usciere di Palazzo Marino, era tenuto ad avere un comportamento e a usare un linguaggio consono al proprio abbigliamento, perché la sua figura rappresentava l’ordine in mezzo al caos. Anzi, doveva riportare l’ordine dove si fosse generato il caos.

Oggi no. La lotta contro  l’invasione di quelli che alcuni considerano semplicemente dei barbari, invece di stimolare gli italiani e quelli che li rappresentano a distinguersi, difendendo e manifestando con fermezza la propria civiltà, si è trasformata in una gara all’imbarbarimento, al tutto è concesso, che sta rendendo tutti sempre più simili a quelli che criticano.

La scusa è sempre la stessa “l’esasperazione”. Una scusa buona per i semplici cittadini che hanno solo le proprie forze per difendersi, ma non certo per chi avendo un ruolo d’ordine è tenuto a usare strumenti appropriati per mantenerlo e non certo lasciarsi andare al turpiloquio scaldando gli animi invece di placarli.

Insomma, la tifoseria che oggi difende la Capotreno di Ferrovie Nord, nemmeno prende in considerazione quanto il suo messaggio possa essere stato diseducativo per i bambini eventualmente presenti sul treno e come abbia contribuito a rendere più aspro uno scontro che avrebbe dovuto evitare, magari chiamando le Forze dell’Ordine per allontanare questuanti e borseggiatori. Certo, non merita i licenziamento, ma un rimbrotto ci sta tutto.

Fa specie poi pensare a come molti di quelli che la esaltano sono i primi a pretendere rispetto quando sono colti a commettere qualche infrazione. Mi piacerebbe vedere come reagirebbero se la prossima volta che parcheggeranno la macchina in doppia fila un Agente della Polizia Locale li facesse spostare dicendogli “Sposta questa cazzo di macchina e togliti dai coglioni”. Ci sarebbe proprio da ridergli in faccia, magari mentre gli si spiega che l’Agente era esasperato dal dovere continuamente allontanare auto in doppia fila.

Insomma, nell’epoca in cui i barbari sognanti son cresciuti e governano il Paese l’ignoranza è virtù. Non c’è più spazio per quanti pensano che gli immigrati irregolari vanno espulsi e non “buttati fuori a calci in culo”, o che il problema dei campi rom abusivi si risolve chiudendoli, come prevede la legge, non pronunciando un inutile e prolungato “russspaaaa”.

Non resta che stare ad osservare, consolandosi al pensiero che dei barbari che invasero l’Impero Romano non restano vestigia e nessuno si ricorda chi fossero, ma ancora a distanza di millenni, chiunque, guardando il Colosseo, ricorda re e imperatori di quella grande civiltà.

Giornalista, runner, fiero cittadino di Greco Milanese.

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