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Vaccini: Gallera, ricorso non ci sembra strada corretta

Lombardia

“Quella del ricorso non ci sembra la strada corretta: se l’emendamento sarà approvato, noi prenderemo atto che interviene il Parlamento sull’esclusione da scuola, anche se era un deterrente importante. Rimangono comunque le sanzioni per chi non adempie e se sarà necessario siamo pronti ad applicarle”. Questa la posizione dell’assessore al welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera sulla questione vaccini. “Continueremo, comunque – garantisce l’assessore – a convocare le famiglie più resistenti per convincerle che le vaccinazioni sono l’unico modo per proteggere i propri figli e la comunità, soprattutto per tutelare quei bambini che a causa di patologie non possono vaccinarsi”. Gallera ricorda che “come Regione Lombardia siamo partiti da lontano, con un’azione informativa per radicare, nelle famiglie, il valore strategico della vaccinazione. Abbiamo fatto una campagna di comunicazione coinvolgendo i pediatri e, quando è arrivata la legge Lorenzin, eravamo già tra le primissime regioni per copertura vaccinale. Con l’introduzione dell’obbligo abbiamo raggiunto il 95% di copertura per i bambini da 0 ai 6 anni e siamo cresciuti del 2% nella fascia fino ai 16 anni; per questo deve rimanere come principio normativo, finché non diventa predominante nella società e si arrivi all'”immunità di gregge” per qualsiasi classe di età. È chiaro che da solo non basta, se non è coniugato con un’azione comunicativa e culturale che ne moltiplichi gli effetti”. Dal punto di vista operativo, in Lombardia, “già da quest’anno, non abbiamo chiesto i certificati alle famiglie perché abbiamo l’anagrafe vaccinale e abbiamo fatto lo scambio degli elenchi con le scuole che ci ha permesso di avere una mappatura dei soggetti non in regola”.

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