Non basta che esondi il Seveso, i grillini boicottano le vasche anti-piena

Milano

Barricate dei 5 Stelle contro le opere di contenimento. Il Centrodestra: “Dopo 7 anni di governo la sinistra ha fallito”

Ogni volta che a Milano piove forte e che il Seveso esonda, rispunta puntuale la foto di tre giovani di belle speranze che srotolano uno striscione nell’aula di Palazzo Marino: «La vera calamità per Milano: il sindaco Moratti» recita il cartellone, sorretto dalle mani di Pierfrancesco Maran, Marco Granelli e Pierfrancesco Majorino, all’epoca consiglieri d’opposizione. Era il 2010, dopo sette anni di governo di centrosinistra (con i tre a ricoprire il ruoolo di assessori) la situazione non è cambiata, anzi.

Lo si è potuto appurare anche nella notte tra mercoledl e giovedì quando, a causa di un temporale con annessa tromba d’aria, il Seveso è nuovamente esondato creando problemi a strade e linee ferroviarie.

INTERVENTI

Per ovviare al problema ci vorrebbero opere strutturali (le famigerate vasche di laminazione) spesso fermate dai Comuni confinanti con Milano e dai loro ricorsi accolti dal Tar (il caso più eclatante è quello di Bresso). E non solo, perché anche il Movimento 5 Stelle si è messo a fare le bizze sulla questione vasche. Solo due giorni fa (era il 14 luglio) l’eurodeputata grillina Eleonora Evi ha ottenuto che la presidente della Commissione Petizioni del Parlamento europeo, Cecilia Wikström, abbia scritto a Comune di Milano e Regione Lombardia contro la realizzazione delle vasche di laminazione sul Seveso a Senago. Un bel risultato davvero, come si è visto anche l’altra notte.

E dire che proprio a Senago, a seguito di alcuni lavori sul Canale Scolmatore Nord Ovest, i danni di quest’ultima esondazione sono stati contenuti. Lo spiega Riccardo Pase, consigliere comunale a Senago e presidente della Commissione ambiente di Regione Lombardia: «Se i danni questa volta sono stati inferiori rispetto al passato, è grazie ai lavori sul Canale, finanziati da Regione Lombardia che – spiega Pase – si sta impegnando per implementare tutte quelle opere necessarie per risolvere definitivamente il problema. È importante però che tutti i territori interessati diano il loro contributo, senza gravare su un solo territorio, quello di Senago, che ha pagato un prezzo molto alto».

LE COLPE

Numerose le reazioni politiche. Per Alessandro De Chirico (Fi): «Granelli come sua abitudine, ci ha fatto la cronaca social dal salotto di casa sua di un evento che si ripete periodicamente. Alle tante promesse di questi anni non sono mai seguiti i fatti». Il Pd, invece se la prende con governo e Regione. Per il senatore Franco Mirabelli l’esecutivo sbaglia a «cancellare l’unità di missione, ma soprattutto ci preoccupa il rischio che questa scelta comporti un allungamento insostenibile dei tempi e quindi della soluzione dei problemi dei cittadini». Mentre i consiglieri regionali Fabio Pizzul e Paola Bocci hanno presentato un emendamento al piano regionale di sviluppo (che andrà in aula martedì) «che chiede un particolare impegno per le opere di prevenzione e per il completamento dei cantieri necessari per il controllo delle esondazioni lungo tutta l’asta del fiume».

Fabio Rubini (Libero)

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