Mamma contro Mamma nei Cinque Stelle sui vaccini

Scienza e Salute

“Faccio i miei più sentiti auguri alla ministra Giulia Grillo che diventerà mamma ❣️.
Le auguro anche di poter vaccinare suo figlio come ha dichiarato. Perché non sempre questa volontà si può adempiere. Mio figlio Nicoló appena nato è stato ricoverato in terapia intensiva e , insieme a tanti bimbi fragili, almeno quelli che ce l’hanno fatta, è sopravvissuto alla sua prima infanzia grazie al fatto che non ha contratto malattie difficili. Non è andato al nido, non si poteva vaccinare, non sono stata libera di scegliere perché giravano malattie che dovrebbero essere scomparse e lui non ce l’avrebbe fatta. Le auguro anche che tutti quelli che firmano l’autocertifIcazione dichiarino il vero così potrà portare il suo bimbo al nido senza patemi d’animo. Con la preghiera di ricordarsi, quando darà i suoi pareri sulla legge che verrà, di tutti i bimbi fragili e di tutte le mamme silenziose che li osservano senza fare clamore come foglie appese a un albero quando tira vento forte.”

Così Elena Fattori, senatrice a Cinque Stelle, alla ministra Grillo in tema di vaccini. Ovviamente, né la Senatrice, né il suo partito, né alcuna persona dotata di raziocinio possono in buona fede credere che la setta dei no vax dirà la verità. Siamo di fronte al paradosso di Popper realizzato: avete presente la vignetta sugli intolleranti che non vanno tollerati? Ecco, Popper non voleva dire quello. Intendeva che ogni idea va tollerata, finché ci si può dialogare. Ovvero: nessun movimento va messo fuori legge finché accetta il dialogo come metodologia.

I No Vax sono l’esatto esempio di cosa vi sia dopo e di cosa non vada tollerato. È un movimento di fanatici, del tutto privi di basi razionali che non siano mostruose (l’immunità di gregge è più comoda di quella diretta, perché abbatte il rischio), è impossibile dialogare con loro (credono in premesse assurde, indimostrabili, irrazionali e pericolose) e sono pronti al martirio pur di difendersi da rischi inesistenti o pressoché tali. Quindi, no, Senatrice, non tutti diranno la verità.

Quindi no, Senatrice, le altre madri silenziose non potranno mandare tranquillamente i propri figli a scuola. In nessuna scuola. Però. Però lei può fermare il vento. E proteggere le foglie sull’albero. Il ministro non può, con decreto, consentire l’autocertificazione in materia sanitaria perché la legge che istituì la dichiarazione sostitutiva vieta che sia usata in ambito sanitario. Quindi ci vorrà una legge. Voi al Senato avete solo una manciata di voti di maggioranza.

Lei può fermare il vento. Votando contro questa follia. E lasciando il decreto Lorenzin in piedi. Non lo deve a me, come suo avversario. Non lo deve alla società, che non esiste. Lo deve a se stessa, a suo figlio, a tutti i bimbi fragili, a tutte le madri silenti. Lo deve a quelle foglie aggrappate disperatamente al ramo, mentre fuori montano nuvole di tempesta. Lo deve all’albero, che rischia di essere estirpato. Fermi questa follia, Senatrice. Non per me. Non per noi. Ma per Lei. Per suo figlio. E chiuda, una volta, e per sempre, le porte della follia, escludendo dalla comunità civile chi è disposto a veder morire tra atroci sofferenze suo figlio, pur di non dover rinunciare alle sue folli convinzioni.

Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

1 thought on “Mamma contro Mamma nei Cinque Stelle sui vaccini

  1. Italiani ridicoli. Penso ci facciamo deridere da tutto il mondo.
    Vaccini si, vaccini no, cosa cavolo vuol significare? Oggi gli italiani sono tutti medici grazie alla “ruera” che si trova si internet. Se c’è una legge va rispettata. Punto e basta, salvo casi particolarissimi da dover dimostrare. Dove andremo a finire in questo paese dove si contesta tutto e il contrario di tutto e la politica non è in grado di mettere in riga questi caproni ignoranti: infatti più le persone sono ignoranti più sentono il dovere di contestare, solo per principio.

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