I Cinque Stelle stanno perdendo la battaglia dei Social

Politica

C’è un sottile piacere nel vedere il MoVimento, nato su internet e cresciuto sui social, paladino della democrazia diretta, perdere un sondaggio Facebook sui vitalizi. E poi lamentarsi dei profili falsi, dei troll, delle congiure, finendo con la ciliegina sulla torta: fate pure quello che volete, noi i vitalizi li togliamo lo stesso. Tutto questo è avvenuto nella giornata di ieri sulla pagina del MoVimento Siciliano. Ma è solo l’ultima goccia di una cascata che sta scorrendo da una settimana.

Torniamo a Venerdì scorso: la pagina Nazionale del partito di Grillo lancia il primo sondaggio sul tema. La funzione è nuova, quindi Facebook dà visibilità: scegli tra due foto. Fico a sinistra (ovviamente) e la Ka$ta a destra. Lo aiutiamo il cittadino Fico a tagliargli i vitalizi? Risposta scontata, appello emotivo, i soliti ingredienti di un successo che dura da almeno sette anni.

Solo che stavolta qualcosa si rompe. Memecrazia Cristiana, Giente Honesta, ed altri gruppi lanciano l’urlo di guerra: difendiamo i vitalizi come ultima trincea della civiltà. Ovviamente a nessuno interessava delle finanze di Cirino Pomicino, ma il principio, cioè l’irretroattività della legge a qualcuno stava davvero a cuore. A tutti gli altri interessava riprendersi Facebook, togliendolo alla setta. La notizia corre nelle chat, in Whatsapp, su Messanger. E la gente accorre. Di forra in forra, da provider a provider, di modem in modem, l’esercito digitale dei ribelli al Governo della Casaleggio si riunisce spontaneamente. Scende in battaglia, sfidando un nemico di molte volte superiore. Organizzato, pagato, presidiato.

Eppure, inferiori in tutto, avevano coraggio, determinazione e sete di libertà. E, contro ogni pronostico, è bastato. Alla fine della giornata i Cinque Stelle cancellano il sondaggio: perdevano di due ad uno.

Lo shock è stato grande. In settimana la pagina di Prato a Cinque Stelle prova a testare il terreno sui dazi (condannati da Mattarella) e ha perso. Arriviamo così a ieri, quando Micciché umilia Cancelleri sui vitalizi dell’Ars. Qualcosa si è rotto. Dove sono le truppe Pentastellate? Perché le loro bocche da fuoco tacciono? Dov’è la corrosività con cui attaccano gli avversari, quando devono difendere le proprie posizioni? Non è facile dirlo, ma sembra che un solo mese di governo, con tutti i compromessi e le problematiche note, li abbia sfiancati. Soprattutto l’ala sinistra, maltratta costantemente da Salvini, che non si muove nemmeno per Fico.

La reazione? Diventare un partito vecchio e vero. Fregarsene della democrazia diretta. Attaccare i troll. Con risultati comici. Per esempio dire che Marco Orcam non esista. Sia solo un ologramma. Ecco, no. Io ci ho litigato abbastanza per sapere che esiste. Non si chiamerà così nella realtà, ma che la fabbrica dei fake si indigni per uno pseudonimo è lo specchio dei tempi. Tempi bellissimi per essere in vita, in politica e dotati di una connessione. Perché ci consente di vedere come un’armata invincibile, ben organizzata, scientificamente schierata possa perdere, male e senza appello, contro Memecrazia Cristiana. O Giente Honesta, la creatura di un geniale ferramenta di Conegliano Veneto.

Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.