Ricordando il massacro di Tienammen del giugno 1989

Pubblichiamo la poesia “Massacro”, scritta da LiaoYiwu nel giugno del 1989 per denunciare i fatti di Piazza Tienanmen, tratta dal libro edito da Mondadori nel 2015

 

 Un canto, cento canti: La mia storia nelle prigioni cinesi.

E un altro tipo di massacro avviene nel cuore dell’utopia
Il primo ministro prende un raffreddore, e il popolo deve tossire;
si dichiara la legge marziale
più e più volte.
La macchina senza denti dello Stato rotola verso coloro che hanno il coraggio
di resistere alla malattia.
Teppisti disarmati cadono a migliaia; killer professionisti coperti di ferro nuotano in un mare di
sangue, accendono fuochi sotto finestre ermeticamente chiuse, puliscono gli stivali d’ordinanza
con le gonne delle ragazze morte. Sono incapaci di tremare.
Questi robot senza cuore sono incapaci di tremare!
I loro cervelli elettronici possiedono un unico programma: un documento ufficiale pieno di buchi.
In nome della Patria, massacrare la costituzione!
Cambiare la costituzione, massacrare la giustizia!
In nome delle madri, strangolare i figli!
In nome dei figli, sodomizzare i padri!
In nome delle mogli, uccidere i mariti!
In nome dei cittadini, bombardare le città!
Aprite il fuoco! Fuoco!
Sui vecchi!
Sui bambini!
Aprite il fuoco sulle donne!
Su studenti. Lavoratori. Insegnanti.
Aprite il fuoco sui venditori ambulanti!
Aprite il fuoco! Mitragliate!
Prendete di mira quelle facce irose.
Facce terrorizzate.
Facce stravolte.
Svuotate i caricatori sulle facce disperate e pacifiche!
Sparate su quello che avete nel cuore!
Quelle facce che avanzano come una marea e l’istante dopo sono morte sono così belle!
Quelle facce che salgono al cielo e scendono all’inferno sono così belle!
Belle.
Una bellezza che muta gli uomini in strane belve!
Una bellezza che spinge gli uomini a devastare, calunniare, dominare, depredare!
Fatela finita con la bellezza!
Fatela finita con i fiori!
I boschi. Le università. L’amore.
Chitarre e aria pura!
Basta con queste idee che inducono in errore!
Aprite il fuoco! Mitragliate! Com’è bello!
Come farsi una canna.
Andare al cesso.
Tornare in caserma e scoparsi la vecchia!
Aprite il fuoco! Da tutte le canne! Mitragliate! Che bello! Com’è bello!
Sfondategli il cranio!
Il cuoio capelluto deve diventare cenere!
Fategli esplodere il cervello! Esplodere l’anima.
Che schizzino sul cavalcavia. La portineria. I parapetti.
Schizzino sulla strada!
Schizzino verso il cielo dove diventeranno stelle!
Stelle in fuga!
Stelle con due gambe umane!
Cielo e terra si sono scambiati di posto.
L’umanità porta cappelli luminosi, splendenti.
Luminosi, splendenti elmetti di metallo.
Un drappello di soldati viene alla carica dalla luna.
Aprite il fuoco! Da tutte le canne! Mitragliate! Com’è bello!
L’umanità e le stelle cadono.
Fuggono insieme.
Impossibile distinguerle.
Dategli la caccia nelle nuvole!
Dategli la caccia nelle fenditure della terra e nella loro carne e fatele fuori!
Aprite un altro buco nell’anima!
Aprite un altro buco nelle stelle!
Anime con camicie rosse!
Anime con cinture bianche! Anime con scarpe da corsa che fanno ginnastica alla radio!
Dove credete di poter scappare?
Vi scaveremo fuori dal fango.
Vi strapperemo fuori dalla carne.
Vi tireremo fuori dall’aria e dall’acqua.
Aprite il fuoco! Mitragliate! Che bello! Com’è bello!
Il massacro avviene in tre mondi.
Sulle ali degli uccelli.
Nella pancia dei pesci.
Nella polvere sottile.
In innumerevoli organismi viventi.
Saltare! Ululare! Volare! Correre!
Com’è bella la libertà!
Com’è bello far fuori la libertà!
Il potere trionferà per sempre.
Si tramanderà di generazione in generazione per sempre.
Anche la libertà tornerà dal regno dei morti.
Tornerà alla vita generazione dopo generazione.
Come la luce fioca poco prima dell’alba.
No. Non c’è nessuna luce.
Nel cuore dell’utopia non può mai esserci luce.
I nostri cuori sono neri come la pece.
Neri e incandescenti.
Come inceneritori di cadaveri.
Una traccia dei fantasmi dei morti bruciati.
Noi esistiamo.
Il governo che ci domina esiste.
La luce del giorno giunge in fretta.
Com’è bello.
I macellai continuano a sbraitare!
Bambini. Bambini, i vostri corpi tutti freddi.
Bambini, le vostre mani che afferrano pietre.
Andiamo a casa.
Fratelli e sorelle, i vostri corpi sparsi come rifiuti sulla terra.
Andiamo a casa.
Camminiamo senza far rumore.
Camminiamo un metro sopra la terra.
Sempre avanti, dev’esserci un posto per riposare.
Dev’esserci un posto dove non si sentono spari ed esplosioni.
Abbiamo così voglia di nasconderci in un filo d’erba.
In una foglia.
Zio. Zia. Nonno. Nonna. Papà. Mamma.
Quanto manca ancora a casa?
Noi non abbiamo una casa.
Lo sanno tutti.
I cinesi non hanno nessuna casa.
La casa è un desiderio confortante.
Lasciateci morire in questo desiderio.
APRITE IL FUOCO, MITRAGLIATE, FUOCO!
Lasciateci morire in libertà.
Giustizia. Uguaglianza. Amore universale.
Pace, in questi vaghi desideri.
In piedi all’orizzonte.
Chiamiamo altri vivi alla morte!
Piove.
Non so se è pioggia o cenere trasparente.
Corri veloce, mamma!
Corri veloce, figlio!
Corri veloce, fratello maggiore!
Corri veloce, fratellino!
I macellai non mollano.
S’avvicina un giorno ancora più terribile.
APRITE IL FUOCO! MITRAGLIATE! FUOCO! CHE BELLO! COM’È BELLO!…
Piangete piangetepiangetepiangetepiangetepiangetepiangetepiangetepiangete
Finché non siete ancora circondati e annientati, finché ancora vi resta la forza
per succhiare il latte, piangetepiangetepiangete.
Che i vostri singhiozzi si liberino di voi, si fondano in radio, televisione, radar diano ripetuta testimonianza del Massacro
Che i vostri singhiozzi si liberino di voi, si fondano in vita vegetale, vita semivegetale e microrganismi, sboccino in fiore dopo fiore, anno dopo anno piangendo i morti, piangendo voi stessi.
Che i vostri singhiozzi siano deformati, stravolti, annichiliti dal tumulto della sacrosanta battaglia.
I macellai vengono dall’est della città, dall’ovest della città, dal sud e dal nord della città.
Elmi di metallo brillano alla luce. Stanno cantando…
Putrida, soffocante estate, persone e fantasmi cantano…
Non andate a est, non andate a ovest, non andate a sud né a nord. Siamo in piena luce ma tutti sono ciechi. Siamo su una grande strada ma nessuno sa camminare.
Siamo in mezzo al fracasso ma tutti sono muti.
Abbiamo caldo e sete ma nessuno vuole bere.

Gente che non capisce niente dei tempi, gente nella calamità, gente che complotta per abbattere il sole. Potete solo piangere, state ancora piangendo, piangetepiangetepiangetepiangete! PIANGETEPIANGETE! PIANGETE!
Siete stati soffocati a morte, bruciati a morte, tutto il vostro corpo è in fiamme!
Eppure piangete.
Salite sul palco e recitate una farsa, venite fatti sfilare davanti alla folla
per le strade, eppure piangete.
I vostri occhi esplodono, bruciano la folla che vi circonda, eppure voi piangete.
Offrite una taglia su voi stessi, vi scoprite, dite che avete avuto torto, quest’epoca maledetta è tutta sbagliata!
Eppure piangete.
Siete schiacciati e diventate una polpetta, piangete.
Da polpetta siete calpestati e diventate carne macinata, piangete.
Un cane lecca la carne macinata, piangete nella pancia di un cane!

PIANGETE! PIANGETE! PIANGETE!

In questo massacro senza precedenti nella storia solo la progenie dei cani può sopravvivere.

 

Milano Post

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