Cinghiate alla moglie, altro caso di integrazione fallita

Milano

La 22enne, che in quel momento era sola in casa, ha chiesto all’uomo di chiamare i soccorsi: sulle braccia aveva segni evidenti dei colpi di cintura. Ai militari ha spiegato di subire da tempo le violenze del proprio compagno, sposato pochi anni fa in un matrimonio combinato al quale non aveva potuto sottrarsi.

Così riporta Repubblica. Le violenze sono avvenute davanti alla figlia di due anni. Ad allertare le forze di polizia è stato un dipendente della società del gas, che stava lavorando nel condominio ed ha sentito le urla di lei ed i pianti della figlia. Il marito, 30 anni, è stato prontamente arrestato. Era qui regolarmente. Era. E si spera che non ci possa più restare. Mentre la gente è ancora sazia per il luculliano pranzo gentilmente offerto dalla città di Milano al parco Sempione, forse è il caso di tornare a riflettere su alcune questioni abbastanza trascurate di recente.

La prima delle quali è che è perfettamente inutile sperare che questi comportamenti spariscano o diminuiscano fino a quando non offriremo una cultura alternativa in cui integrarsi. Ed il primo passo sarebbe smetterla di calunniarci da soli. A sentire la sinistra, non vi sarebbe differenza tra noi e loro: maschilisti noi, maschilisti loro. Violenti noi, violenti loro. Assassini noi, assassini loro. E via, di menzogna in menzogna in menzogna. Una buona volta riusciremo a dire una cosa banalmente vera del tipo: gli omicidi in famiglia ci sono ovunque, ma da qualche parte sono ancora istituzionalizzati, almeno nella cultura popolare, mentre qui, in Italia, a Milano, non è così?

Riusciremo a dirci che qui si tratta di sacche di inciviltà, che stanno (o stavano) lentamente sparendo? E che potevamo essere orgogliosi del lavoro fatto? No, non possiamo. Dobbiamo costantemente denigrare i progressi fatti per poter dire che, poverini, sono più o meno come noi. E così facendo non diamo minimamente loro alcun incentivo a cambiare. Ad integrarsi. Ancora una volta la sinistra ripudia la realtà, per nascondersi dietro una ideologia che li esoneri dai propri fallimenti.

Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.