Conte ha letto quello che stava firmando?

Politica

L’Italia si era presentata a Bruxelles con la pistola carica: o siamo soddisfatti o non firmiamo. Poi ieri notte succede qualcosa. Conte firma. Ieri mattina l’avvocato esce, molto provato, dall’hotel Amigo e dichiara ai cronisti:

“Sono soddisfatto. Certo, se avessi scritto io il testo qualcosa l’avrei fatta diversamente, ma non da solo: eravamo in ventotto”

A cosa puntavamo noi? Ad avere campi di accoglienza in tutti i paesi, non solo in quelli di primo arrivo. A consentire i movimenti secondari, ovvero quelli che da noi vanno altrove. A non doverci riprendere quelli che se ne vanno. Ad avere, inoltre, una redistribuzione organica e coatta dei migranti. Cosa abbiamo ottenuto? Nulla. Letteralmente, nulla. Conte e Salvini festeggiano perché non hanno letto quello che hanno firmato, ma l’altra notte hanno ottenuto, in effetti, un grande successo: l’Europa è di nuovo unita. Festeggiano le Borse. Solo che si è unita contro un nemico comune:noi. Ed è solo il primo round.

In pratica, ad oggi, non cambia nulla. Non esistono obblighi per nessuno. Quindi, senza una trattativa complicata, uno ad uno, non cambierà nulla. Si accetta solo di consentire ai volenterosi di aiutarci. Cosa che poteva succedere anche prima. Allora chi ha vinto? Ha vinto Visegrad, perché non ci sono ricollocamenti obbligatori. Ed ha vinto perché i nemici non sono più loro. Siamo noi. Abbiamo, finalmente, pagato dazio per le sbruffonate dell’Aquarius e della Lifeline. Per avere 800 profughi in meno non potremo redistribuire i 100 mila che abbiamo in casa.

Ha vinto la Merkel, che non è costretta a tenersi quelli che scappano da casa nostra. Conte dice che non ha concesso nulla alla Leader Tedesca. E questo, lo ribadisco, perché non ha letto quello che firmava. Certo che ha concesso qualcosa. E qualcosa di enorme: ha lasciato tutto com’era. E quindi ha rinunciato a dire: quelli che vengono da voi, ve li tenete. Ha vinto Macron, che non era affatto stanco quando ha detto “non siamo un paese di primo approdo”. Era lucidissimo: è dell’Italia la roga.

Ma era solo il primo round. Il secondo se lo gioca Salvini l’11 Luglio a Innsbruck sperando in un aiuto da Visegrad. Che non ha alcun incentivo politico a darglielo. Hanno già avuto tutto. Pagare per non farli partire è perfettamente inutile: sono soldi in meno per loro, per evitare una cosa che comunque non accadrà, cioè che gli arrivino in casa. Loro sosterranno la nuova linea della Merkel e pace per Salvini. E per l’intera politica estera Italiana.

Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

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