L’errore di Salvini? Dire e fare non rispettando il “politicamente corretto”

Milano 13 Giugno – Se si vuole trasgredire, fregarsene del conformismo generalizzato in parole ed azioni, bisogna avere gli attributi o una finalità percepita come buona e utile. Salvini ha osato, ha messo al centro di uno scacchiere ricco di egoismi, di perbenismo peloso e di ipocrisia il fenomeno immigrazione e derivati. Il modo e il tempo non sono stati politicamente corretti, non hanno rispettato il sentire buonista universalmente riconosciuto come unico e insostituibile?  Ma la scossa elettrica è arrivata forte e chiara. Ha giocato sulla disperazione di un’umanità senza pace? Non era questo senz’altro lo scopo. Ci sono altre possibilità di arginare l’immigrazione? Con un’Europa che condivide, che si responsabilizza, forse sì, ma il dialogo fino ad oggi è stato un monologo senza risposte costruttive. E L’Europa del politicamente corretto ha gridato la propria indignazione, lo sdegno per un atteggiamento disumano e senza precedenti. E tutta l’intellighentia dei giornali politicamente corretti ha gridato alla insensibilità dei nuovi barbari, quasi che il pensiero unico che rispetta quelle regole non scritte, dettate da una presunta superiorità morale e intellettuale della sinistra, possa sempre determinare l’appartenenza ad un popolo eletto. L’imperativo categorico rimane: non si può uscire dal pensiero dominante e ancora meno fare in difformità. Parolai da strapazzo, spinti da un’ipocrisia che non può nascondere l’egoismo e il cinismo del fare. E il riferimento alla Francia e alla Spagna non è casuale. Parolai che praticano senza vergogna due pesi e due misure nei giudizi correnti.

Perchè la stessa intellighentia elitaria non protestò quando nel 1997 con il governo Prodi, il ministro dell’Interno Napolitano decise il blocco navale, ma l’operazione venne definita definita “attività volta soprattutto a stroncare la malavita organizzata che gestisce gli espatri”. Una definizione politicamente corretta, nei canoni radical chic. Non credo che l’atto dimostrativo di Salvini risolva qualcosa nell’immediatezza, ma potrebbe essere un inizio. “La riforma del sistema europeo di asilo, detto di Dublino dal nome del regolamento che lo norma, è essenziale per l’Unione Europea, perché le migrazioni, se non gestite, mettono a rischio “l’intera costruzione europea” ed è altrettanto importante che si tenga conto della proposta del Parlamento Europeo, molto più avanzata delle posizioni del Consiglio che ancora non ha trovato un accordo” sottolinea a Strasburgo, a margine dei lavori della plenaria, il presidente dell’Aula Antonio Tajani, come riferisce Adnkronos.

Nene

Nene

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Un pensiero riguardo “L’errore di Salvini? Dire e fare non rispettando il “politicamente corretto”

  • 13 giugno 2018 in 13:43
    Permalink

    La maggior parte di cittadini italiani penso sia veramente stufa del politicamente corretto dei sinistrorsi.
    Con il loro politicamente corretto hanno fatto invadere il paese da giovani africani nullafacenti.
    Il politicamente corretto viene sbandierato dalla sinistra solo quando fa comodo a lor signori o contro chi non è del loro pensiero unico e, nel caso, diventi anche fascista.

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