Riapertura Navigli, Sala propone 4 mesi di chiacchiere: per cosa?

Milano 17 Aprile – Evidentemente Sala e la sua Giunta hanno tempo da perdere e soldi da spendere. Soprattutto Sala che sogna ad occhi aperti una Milano futuribile a misura dei suoi amici radical chic. Lo affianca un PD maestro nel programmare tavoli e tavolini di consultazione con i contributi dei cittadini a parole, perché nei fatti un progetto partecipato diventa lo specchietto per decidere poi autonomamente. Comunque il sindaco e la giunta hanno approvato il metodo con cui legittimare la riapertura dei Navigli.

Ecco le linee d’indirizzo per l’avvio di una consultazione pubblica per realizzare il progetto:

“Oggetto della consultazione, che partirà nelle prossime settimane e si concluderà entro l’estate, il documento progettuale di Fattibilità Tecnico Economica che sarà presto a disposizione dei cittadini in una versione semplificata e più comprensibile.
La consultazione sarà divisa in quattro fasi, seguendo il modello del débat public (chissà poi perché si debba prendere a prestito il francese…). Nella prima, prevista in queste settimane, renderemo disponibile il documento in versione digitale su una piattaforma dedicata e sul portale del Comune di Milano e in versione cartacea nelle sedi dei Municipi. Successivamente passeremo alla fase di coinvolgimento diretto di cittadini, commercianti, associazioni, comitati di zona attraverso incontri pubblici e sopralluoghi nelle zone interessate dal progetto. La terza fase sarà dedicata alla raccolta dei contributi, la quarta e ultima fase alla restituzione dei risultati ottenuti.
La gestione della consultazione sarà invece affidata alla figura di un Coordinatore – individuato tramite avviso pubblico che sarà disponibile nelle prossime settimane – che sarà affiancato da un referente della società MM impegnato nella progettazione dell’opera.

Ricordiamo che di recente il sindaco Sala ha parlato del 2020 come l’anno in cui, realisticamente, potrebbero partire i primi cantieri. La riapertura complessiva costerebbe circa 400 milioni di euro, per questo motivo il Comune di Milano è più orientato ad aprire anzitutto alcune tratte, a partire da via Melchiorre Gioia. 400 milioni non sono noccioline e manifestano le priorità di un’amministrazione che se ne frega dei poveri e delle periferie. E ricordiamo anche che spiegava Fabrizio De Pasquale “Trattasi di un tubo sotterraneo più 5 vasche molto strette e non navigabili, sufficienti però a paralizzare la mobilità pubblica e privata e a drenare un numero indefinito di risorse pubbliche.”

Da ultimo citiamo il parere negativo del grande storico e testimone Gillo Dorfless morto recentemente a 103 anni “È impensabile e nostalgico ripercorrere il tempo all’indietro, ma comunque chi percorre la circonvallazione interna è come se viaggiasse sull’acqua con altri mezzi di trasporto; quindi l’urbanistica della città è segnata positivamente da questa cerchia che è, appunto, il prodotto della storia e di decisioni progettuali che costituiscono la ricchezza di un insediamento urbano.

Non avrebbe senso appesantire il traffico con tratti «idrici», ora inutili. Riaprirli esclusivamente per la loro evidenza «pittoresca» sarebbe un’operazione nostalgica che non guarda in avanti.”

Insomma chiacchiere per quattro mesi, per cosa?

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Nene

Autore: Nene

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Un pensiero riguardo “Riapertura Navigli, Sala propone 4 mesi di chiacchiere: per cosa?

  • 18 aprile 2018 in 14:18
    Permalink

    Solo menti perverse possono pensare di riaprire i navigli tenendo conto dell’inutilità, dei costi e di tutta la puzza che questa riapertura porterà a coloro che avranno la residenza nei paraggi.

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