Majorino: sono tutti accoglienti coi soldi degli altri

Questa è una storia bellissima. Una fiaba bellissima su quanto si possa ipocriti a sinistra. I fatti non so chiarissimi: di sicuro c’è solo che a Gallarate, finito un percorso di accoglienza (perché riconosciuti profughi? Perché finiti i soldi? Perché pendente un ricorso e finiti i soldi? Mah), dodici di loro decidono di andarsene e venire a Milano. Il sindaco e la cooperativa mettono 15 euro a testa (ma i conti non tornano, più probabilmente il sindaco di Gallarate ne ha messi la metà della cifra, ma sono dettagli) e gli pagano il biglietto per la nostra città. Qui inizia lo psicodramma dell’assessore marciante al sociale. Perché, dice, gli immigrati non sono pacchi da spedire.

Tutto vero, ci mancherebbe. Ma non sono nemmeno piante grasse, che dove le metti stanno. E, per quanto ne possa pensare lui, non sono nemmeno dei babbei che sono qua solo per far piacere a te. Sono individui con legittime aspirazioni personali. Legittime, ma non necessariamente secondo legge. In sostanza, dovendo scegliere dove procurarsi fortuna, tra Gallarate e Milano non c’è paragone. Soprattutto se nella seconda delle due un assessore ha fatto sapere a mezzo universo che qui i migranti sono ben accolti. Forse non ci aveva pensato mentre camminava in scarpe da tennis con i centri sociali al seguito, ma se nessuno è clandestino e sono tutti benvenuti, potrebbe accadere che, fornitigli i danari necessari a spostarsi, qualcuno ti prenda in parola. Il Sindaco di Gallarate è sommamente improbabile che li abbia stipati su vagoni blindati ed inviati in stazione centrale. È decisamente più probabile che si sia limitato ad assecondarli.

Solo che qui bisogna intendersi: questa gente, qualsiasi sia il suo status, è prigioniera? È obbligata a risiedere in qualche luogo? Perché finora la risposta, semplicemente, è stata nì. Ovvero no, finché qualcuno non si fa beccare a spedirceli. Già, perché durante l’emergenza a Milano c’era la stessa quantità di profughi dell’intero Veneto. Quindi, forse, qualcosa non funzionava ab origine, come dicono quelli colti. Solo che il clima di collaborazione invocato dalla prefettura è pura e semplice follia. Ma collaborazione con chi? Con chi fino a ieri si dice pronto ad accogliere chiunque ed oggi dice che dodici disgraziati sono un problema? E se questa gente iniziasse a collaborare con un bravo specialista per capire quale delle due personalità debba essere dominante? E, più in generale, lo vogliamo mettere per iscritto che esiste un obbligo di dimora per chi chiede asilo? Così da risolvere alcuni piccoli problemi derivanti dal fatto che chi ha superato un deserto ed il mare di sicuro non si farà fermare dai fermi moniti di un Majorino qualsiasi.

Luca Rampazzo

Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

Un pensiero riguardo “Majorino: sono tutti accoglienti coi soldi degli altri

  • 24 marzo 2018 in 15:24
    Permalink

    Majorino è proprio uno qualsiasi. Peccato però che sia sempre presente e sempre pronto a infastidirci, insieme a tanti altri qualsiasi come lui.

    Risposta

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