“Dateci una casa” appello dei rom in Comune

La Consulta nomadi alla giunta Pd: alloggi a prezzi agevolati e una corsia preferenziale per trovare lavoro 

Milano 23 Febbraio – A detta delle associazioni dei rom, gli sgomberi degli accampamenti abusivi e gli allontanamenti forzati dalla città servono a poco. Le comunità dei nomadi hanno bisogno di casa e lavoro. Senza giri di parole l’hanno chiesto ieri all’amministrazione comunale, invitata a prendere parte a un confronto pubblico sul tema del Piano d’Azione Locale, previsto dalla Strategia nazionale e che vedrà coinvolta la città di Milano per il triennio 2018-2020.

«In questi anni non è stato fatto nulla di concreto per implementare l’integrazione dei rom nella comunità cittadina», hanno detto i rappresentati di ReteRom Milano, Consulta Rom e Sinti di Milano. Sono arrivati subito al nocciolo della questione, elencando le loro proposte rivolte alle forze di maggioranza di Palazzo Marino. Prima di tutto, secondo loro, il Comune dovrebbe garantire ai nomadi un tetto sopra la testa, attraverso bandi e alloggi pubblici, con costi di affitto dunque inferiori al mercato, da destinare ai rom. Nello specifico l’amministrazione dovrebbe «promuovere la costituzione di una cooperativa per l’assegnazione e la gestione di alloggi di edilizia residenziale pubblica attraverso bandi rivolti al terzo settore e destinati a famiglie rom che dimostrino una minima sostenibiltà economica per la conduzione di un immobile a canone agevolato».

Oltre a case a “prezzi scontati”, le associazioni hanno chiesto per i prossimi due anni un investimento economico Villaggio comunale di via Sacile lFtg] per permettere ai membri della comunità Zigana di lavorare. Ovvero il Comune dovrebbe «investire risorse per incentivare non solo la formazione professionale ma anche forme di autonomia lavorativa individuale o cooperativistiche formate in prevalenza da Rom, attraverso un micro credito». Non solo, l’amministrazione dovrebbe provvedere anche «all’acquisto di macchinari e attrezzature, spazi pubblici dedicati al piccolo commercio ecc».

«Palazzo Marino non può tenere conto solo dei senzatetto, ignorando le altre minoranze», hanno sottolineato chiedendo che le risorse destinate al sociale vengano indirizzate anche alle comunita Rom. «Occorrono anche progetti e interventi più immediati come la costruzione di strutture architettoniche per garantire servizi primari accettabili, fruibili e condivisi», hanno spiegato battendo i pugni. «Negli incontri privati che abbiamo svolto negli anni, l’assessore Majorino si è dimostrato sempre d’accordo con le nostre proposte, ma poi di fatto non ha concretizzato mai nulla», si sono lamentati i rappresentanti sottolineando l’assenza in sala dell’assessore che era stato invitato a partecipare.

All’attacco delle richieste dei rom è subito partito Riccardo De Corato (Fdl): «Perché invece dei rom il Comune non ospita alla Casa dei Diritti tutti quei milanesi che scrivono al Comune per far sgomberare le zone invase dai nomadi? Perché non dà voce a chi si lamenta delle condizioni dei campi abusivi, tra sporcizia e criminalità?».

Miriam Romano (Libero)

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