Quando la normalità del cuore crea un eroe: Lorenzo Pianazza

Milano 15 Febbraio – I fatti di cronaca sono un crescendo di violenza, di bullismo, di giochi sadici fine a se stessi. Sono la follia di una società malata, dove su può dare fuoco a un clochard, stuprare anziane per strada, massacrare senza pietà. Mai come oggi l’Italia sembra abitata da mostri, da bestie irresponsabili, da un’umanità il cui comportamento va ben al di là della normalità e del buon senso. E sembra, questa, una deriva inarrestabile, tanto da chiedersi: esiste ancora la normalità, il perbenismo, una realtà soprattutto giovanile che faccia sperare nel futuro?

Poi la cronaca ti racconta di un ragazzo appena 18enne che salva un bambino caduto sulle rotaie della metropolitana alla stazione di Repubblica. Racconta a Milano Today “Tornavo da Varese, dove frequento un istituto privato per prendere il diploma. Ero sceso dal treno ed ero andato sulla gialla per prendere la metro verso casa. All’inizio non avevo capito, mi sono accorto della madre che andava verso i binari gesticolando e poi ho visto altre due o tre persone avvicinarsi. Mancava un minuto all’arrivo della metro – ricorda Lorenzo -, allora mi sono detto: ‘Salto giù e lo prendo, tanto ce la faccio a risalire. O mal che vada cerco di correre fino alla fine dei binari sperando che la metro si fermi’.”

Quindi conclude: “Ho preso il bimbo e l’ho messo tra le mani della madre. Lui piangeva e, quando sono risalito, io gli ho messo una mano sulla spalla per tranquillizzarlo perché era spaventatissimo. La mamma, che era terrorizzata, mi ha detto grazie e poi io sono andato via“.

E’, questa, la normalità del cuore, dei valori di sempre. “Lo avrebbe fatto chiunque”, ha aggiunto, quasi che la straordinarietà dell’intenzione e del fatto sia normale. Soprattutto la modestia, la capacità di riportare nella normalità un atto eroico. E’ il cuore che rende spontaneo l’eroismo.

Lorenzo Pianazza ha restituito a Milano il cuore.

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Nene

Autore: Nene

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