Fuori i Comunisti dal mio giardino!

In una città che, lentamente, muore soffocata dall’interventisimo, rancoroso e vendicativo di compagni 2.0, incapaci di ottenere qualsiasi altra cosa che non sia oppressione di ogni genere, la vetta è toccata dal regolamento sul verde. Non quello pubblico. In strada, il Comune potrà comodamente fare strage di alberi. No, l’obiettivo siete voi:

COMUNE, MONGUZZI (PD): “VERDE DIVENTA BENE COMUNE, ANCHE QUELLO PRIVATO”
“D’ora in poi il verde nella nostra città non sarà solo un fattore di abbellimento ma diventerà un elemento fondamentale della vita dei cittadini. Col nuovo regolamento il verde diventa bene comune, anche quello privato, vuol dire cioè che chiunque voglia fare un intervento importante tipo ad esempio l’abbattimento di un albero dovrà chiedere il parere consultivo degli esperti del Comune che sapranno consigliare la soluzione migliore. Gli alberi nella nostra città sono un elemento di bellezza, di piacere, ma anche uno degli strumenti più importanti di contrasto allo smog. Con oggi, ma soprattutto con il lavoro che faremo nei prossimi anni, Milano diventerà una città più verde, un pochino più sana, e molto più allegra”. Così in una nota Carlo Monguzzi, presidente Commissione Mobilità, Politiche ambientali e Verde a Palazzo Marino, sull’approvazione del nuovo Regolamento del Verde.

Con questo intervento Milano diventerà una città molto meno libera, non un’oncia più sana e non un grammo meno inquinata. No, diventerà semplicemente molto più costoso fare esattamente tutto quello che si farebbe anche oggi. Gli alberi, i privati, non li abbattono perché si divertono. Anche perché non sono venuti su da soli, nei giardini dei condomini. Li si abbatte perché rappresentano un pericoloso, un intralcio, un problema. E si continuerà a farlo. Ma adesso bisognerà chiedere un permesso in più, coi costi ed i tempi, per non parlare del contenzioso, relativo. Ed un aumento dei costi per tutti, senza alcun vantaggio reale per nessuno. Ma qui, soprattutto, è in gioco una questione di principio: il Comune è pieno di alberi pubblici. Perché devono essere i miei a salvare il mondo? Perché i vostri potete abbatterli a piacimento, confidando che per me diventerà un incubo? Perché ormai, il motore economico Italiano si sta trasformando nel parco giochi del compagno Monguzzi e di tutti gli altri sessantottini fuori tempo massimo. E chissene delle conseguenze. È l’immaginazione al potere e la libertà a mare.

Share Button
Luca Rampazzo

Autore: Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com