In Stazione Centrale ieri un furto di rame. Domani una bomba?

Riporta Repubblica:

Ritardi di trenta minuti all’ora di punta. Disagi questa mattina alla stazione Centrale di Milano per i pendolari ma anche per chi ha viaggiato sull’Alta velocità. I treni regionali  e veloci in circolazione nell’ora di punta hanno tutti accumulato una media di circa mezz’ora di ritardi in arrivo e in partenza.

Il problema, spiegano da Rfi gestore delle rete, è legato a un furto di cavi di rame in una sottostazione della Centrale che avrebbe creato problemi al sistema di alimentazione della stazione. In particolare, la circolazione è stata bloccata dalle 8.30 alle 8.40, con relativi disagi a cascata sui convogli. Tra i treni in ritardo ci sono l’Eurostar per Torino delle 8.55, il Malpensa Express della stessa ora e il regionale per Brescia.

Io ero in Stazione, ieri. E mentre ammiravo le forme creative di adorazione dei Santi dei miei conterranei che non potevano tornare a casa, dovendo aspettare treni bloccati, non potevo riflettere sul fatto che la rimozione di materiale non fosse il peggiore dei rischi. Quello, indubbiamente, va riconosciuto essere il fatto che avessero lasciato qualcosa. Tipo, una bomba. Ad esempio. Ed il problema è e resta che il perimetro della Stazione Centrale è aperto, non sorvegliato ed accessibile a chiunque. Sia da Lambrate, sia da viale Monza, come dimostrato più volte, anche dalla televisione. Comunque, va detto per precisione, tutte le stazioni condividono le medesime debolezze, per carità. Solo che Milano dovrebbe avere un occhio di riguardo alla questione. Ed una razzia del genere in casa, è un segnale di assoluto pericolo.

Se la prossima volta chi si è infiltrato avesse lasciato dell’esplosivo sui binari, adesso non parleremmo di trenta minuti di ritardo su una linea locale. Ma di decine di morti. E più episodi avvengono, di tal fatta, più i terroristi prendono nota. Ed imparano. A breve uscirà l’ultimo film di Clint Eastwood sulla storia di tre eroici Americani che hanno sventato un attacco terroristico su un treno. L’hanno potuto fare perché il tizio era solo, e si stava cambiando sul treno, non avendo potuto salire sul treno, passando dal retro. Ecco, cerchiamo di non fornire ai combattenti dell’Isis nuove ed interessanti idee su come ovviare a questi inconvenienti…

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Luca Rampazzo

Autore: Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

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