Innovazione: il Nobel lombardo va al mago dei neuroni specchio

La Regione stacca un assegno da un milione di euro per la ricerca. Rizzolatti premiato mercoledì alla Scala

Milano 7 Novembre – Il Nobel lombardo registra il tutto esaurito. Autorità pubbliche, studenti, scienziati, tutti vogliono essere alla Scala mercoledì per la premiazione del neuroscienziato Giacomo Rizzolatti, classe 1937. Il teatro è esaurito dopo che si sono prenotate 2mila persone (200 in lista d’attesa) per presenziare alla cerimonia che incoronerà il direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma (che lavora anche col Munari dell’ospedale Niguarda) scopritore dei neuroni specchio, i «registi» dell’empatia. Un riconoscimento – «Lombardia è innovazione» – da un milione che sarà consegnato nella «Giornata della ricerca» dedicata all’oncologo Umberto Veronesi scomparso un anno fa. Il Nobel lombardo è stato istituito con una delibera di Giunta il 21 giugno e verrà assegnato ogni anno dalla Regione, in collaborazione con la Fondazione Veronesi, a un massimo di 3 ricercatori italiani o stranieri. Quest’anno è stato assegnato a Rizzolatti su indicazione di una giuria di «14 top scientist appositamente costituita», ricorda Luca Del Gobbo, assessore regionale all’Università e Ricerca. Il premio consiste in una scultura che vuole rappresentare il pensiero di Veronesi, accompagnata da una pergamena con la motivazione e l’assegnazione di un milione: il 30% dedicato al vincitore, il 70 da destinare ad attivita di ricerca sul territorio. Per la prima edizione è stato il turno di Rizzolatti che «ha già comunicato che userà le risorse del premio per implementare il progetto che sta seguendo all’ospedale Niguarda – ha precisato Del Gobbo – lo studio, nei pazienti con epilessia candidati all’intervento di asportazione del focolaio, di come funziona il loro cervello nel tempo, interagendo con l’ambiente esterno».

La consegna del Nobel lombardo sarà solo il momento apicale di una giornata che inizierà con un omaggio musicale a Veronesi da parte di Giovanni Allevi e Lena Yokoyama con lo Stradivari «Lam». Una passerella di personaggi come David Orban, Davide Oldani, Gerry Scotti e Nathalie Dompè. Alla fine la lezione del professor Rizzolatti. Un evento in grande stile per parlare ancora di ricerca e innovazione due temi su cui la Lombardia è in cima alle classifiche italiane: gli investimenti sul settore sono pari al 2,4% del Pil regionale con 7,2 miliardi investiti dalle imprese e 1,4 miliardi da istituzioni pubbliche, Università e organismi no profit. Ma la regione è prima anche per numero di start up innovative, e investimenti in venture capital e private equity: 1,6 miliardi. E secondo l’ultimo rapporto di Banca d’Italia sulle economie regionali le aziende che hanno puntato sull’innovazione hanno avuto aumenti di fatturato del 24% e delle esportazioni del 19. Il tema interessa anche le scuole: «Un riconoscimento – spiega l’assessore regionale all’Istnizione Valentina Aprea – è dedicato agli studenti della scuola secondaria di secondo grado e percorsi di istruzione e formazione professionale (Iefp) per avvicinare le scuo *** la al mondo della ricerca». Prevede di destinare ai migliori studenti 4 premi del valore di 15mila euro per il primo classificato, 12mila per il secondo, 10mila per il terzo e 7mila al quarto. Gli alunni dovranno realizzare un prototipo funzionante di un’invenzione relativa a tematiche di interesse regionale come Agroalimentare, Eco-industria, Mobilità sostenibile, Aerospazio. Contestualmente a ogni premio, 5mila euro vengono assegnati a ciascuna scuola/istituto dei quattro vincitori. «Speriamo che anche a livello europeo si accorgano che siamo un punto di riferimento su questi temi e il prossimo 20 novembre, quando si deciderà l’assegnazione della sede Ema, prevalga la forza del nostro dossier di candidatura e non altre logiche – ha affermato il governatore Roberto Maroni – Se sarà così, Milano non avrà rivali».

Michelangelo Bonessa (Il Giornale)

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Autore: Milano Post

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