Il nonno-clochard di 94 anni. «La pensione va tutta in affitto. Così chiedo l’elemosina»

Milano 22 Ottobre – Un giorno un signore si è avvicinato, mentre chiedevo l’elemosina. Mi ha messo in mano un pacchettino e dentro c’erano duemila euro». Michele, 94 anni, sorride senza denti e, nonostante tutto, non ha perso l’ironia: «Era solo un sogno…». Capelli bianchissimi, scarpe più grandi della sua misura, al collo una croce. Ogni giorno, verso sera, si mette in un punto preciso di corso Vittorio Emanuele. Arriva con un sacchetto: dentro un cappello, una bottiglia d’acqua, le medicine per il cuore e una sedia pieghevole. «Vivo in un monolocale del Comune al Lorenteggio 220 euro al mese con le spese. Ma la pensione è di 330 euro, non riesco a pagarmi da mangiare e a curarmi — racconta —, e allora faccio a modo mio. Invece che restare da solo in casa, vengo in centro e chiedo aiuto per strada». È ormai conosciuto tra i negozianti e gli stessi clochard «vicini», che gli portano qualche moneta. L’altra sera lo hanno soccorso alcuni cittadini volontari. Ma non ha nessun familiare? «Le mie figlie abitano a Bari, la più grande ha 75 anni, la più piccola 69. Io sono salito a Milano molto tempo fa». In tasca, tiene una foto dove sorride con due ragazze: «Lavorano qui vicino. L’8 settembre era il mio compleanno, se lo sono ricordate. Mi hanno portato tre pasticcini e hanno scattato questa foto».

Elisabetta Andreus (Corriere)

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Autore: Milano Post

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