Partite IVA: addio studi di settore, pronti 70 indicatori fiscali

Per commercio, servizi e professionisti le prime «pagelle» di affidabilità. Ruffini (Entrate): taskforce per la semplificazione.

Milano 14 Settembre – L’addio agli studi di settore prende sempre più forma. In dirittura d’arrivo ci sono, infatti, i primi 70 indicatori di affidabilità fiscale Osa) che riguarderanno oltre un milione di partite Iva. La maggior parte (il 41%) sarà concentrata nel settore del commercio, mentre tra i professionisti saranno chiamati alla prova del nuovo strumento di determinazione dei compensi gli amministratori di condominio e gli studi legali. Gli lsa, al debutto dell’anno d’imposta 2017 (dichiarazioni 2018 ), funzioneranno come una vera e propria pagella di fedeltà al Fisco, con vantaggi dalla riduzione dei controlli alla semplificazione dei rimborsi per i più virtuosi. E proprio in tema di semplificazione il neo direttore delle Entrate Ruffini ha annunciato l’avvio di una taskforce.

È ripartito in questi giorni il cantiere dei nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale con cui l’amministrazione finanziaria manderà in soffitta progressivamente gli studi di settore per sostituirli con 150 Isa. Oggi nella sede della Sose sarà il giorno di fiorai all’ingrosso, cartolerie (sempre all’ingrosso) e venditori al dettaglio di animali domestici.  A chiudere la giornata arriverà il via libera ai nuovi Isa per chi commercia in apparecchi elettronici all’ingrosso e, per le manifatture,chi lavora la plastica, porte e finestre per l’edilizia e riparazione di prodotti di gomma.

La road map per approvare i primi 70 indicatori di affidabilità è stata definita nel dettaglio. Prima della pausa estiva sono stati presentati alle associazioni di categoria validati i primi 14 indicatori. Entro la fine del mese ne arriveranno altri 24 (compresi gli undici approvati dal 7 a oggi), a ottobre altri 13 e i restanti 21 saranno licenziati entro il 22 novembre prossimo. Il calendario dei lavori consente anche di definire la mappa delle categorie produttive interessate e che coinvolge in questo prima fase oltre un milione di partite Iva. Per l’anno d’imposta 2017 saranno dunque 17 le nuove «pagelle fiscali» riferite al comparto servizi. Tra questi ci saranno parrucchieri e barbieri, riparazione di motocicli, carrozzieri e meccanici. Ma anche sale giochi e biliardo, mediatori immobiliari, il noleggio auto e mezzi di trasporto, autoscuole, villaggi turistici, stabilimenti balneari e tutta la ristorazione da quella ambulante a quella con somministrazione. Anche gli Agenti e i procacciatori di affari nei più disparati settori avranno il loro nuovo indice sintetico di affidabilità, così come i laboratori fotografici. Per le manifatture saranno 16 i nuovi indicatori e si va dalle calzature ai prodotti in gomma. Le pagelle dei professionisti riguarderanno circa 12 attività autonome ricomprese in nove indicatori sintetici. Tra questi ci saranno gli amministratori di condominio, psicologi, fisioterapisti, agronomi, disegnatori grafici e tecnici, nonché gli studi legali. A chiudere il quadro ci sarà il commercio che assorbirà il 41% dei nuovi indicatori a partire dal commercio all’ingrosso di mobili, passando per il commercio di articoli sportivi, giochi, tappeti, tessili e tanto altro, fino alla vendita dei computer.

L’obiettivo è quello di mandare in soffitta i vecchi studi di settore in tre anni con la possibilità, non dichiarata ufficialmente, ma auspicata a più riprese di chiudere il passaggio ai nuovi Isa in soli due anni.

Come ha ricordato ieri lo stesso direttore dell’agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, in audizione davanti alla commissione bicamerale per le semplificazioni, gli indicatori sintetici di affidabilità consentiranno in breve tempo a circa a milioni dipartite Iva di avere un riscontro trasparente della correttezza dei propri comportamenti fiscali, attraverso una nuova metodologia statistico-economica che stabilirà il loro grado di affidabilità/compliance su una scala da 1 a 10. I contribuenti che risulteranno “affidabili”avranno accesso a un regime premiale che, nel migliore dei casi, può concedere l’esclusione dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici.

In  sostanza gli indicatori prendono in considerazione la plausibilità dei ricavi, del valore aggiunto e del reddito, l’affidabilità dei dati dichiarati e le cosiddette anomalie economiche. Dalla media di questi indicatori emergerà un punteggio da 1 a 10 che, nei fatti, rappresenterà il posizionamento di ogni contribuente in termini di affidabilità dei suoi comportamenti fiscali. Rispetto agli studi di settore il campione di regressione è basato sulle imprese presenti in banca dati dal 2oo8 al 2o15. Si guarderà dunque agli ultimi 8 anni il che consentirà, ad esempio, di rottamare definitivamente anche i correttivi congiunturali da sempre predisposti ex post rispetto agli studi interessati.

Marco Mobili – Giovanni Parente (Il Sole 24 ORE)

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