La Bonino ammette: chi si definisce profugo spesso mente

Ed anche Mattarella le dà ragione. Quindi lo sanno tutti, compresi lorsignori. Riassume così Repubblica la posizione della Radicale: “La Bonino, sorridente e spiritosa come al solito, ha presentato anche lo spot di cui è protagonista per rilanciare la campagna che chiede al Parlamento di varare una nuova normativa che istituzionalizzi canali di ingresso legali per i migranti, oggi costretti a percorrere le strade impervie della richiesta di asilo per cercare di avere il permesso di soggiorno”. Più sfumato Mattarella, ma ugualmente nel solco: «Dobbiamo assicurare canali legali di ingresso e governare ordinatamente il fenomeno migratorio che non è certamente transitorio. Non possiamo consegnare le chiavi di ingresso all’Unione europea nelle mani dei trafficanti. Servono canali legali e ordinati e impegnarsi nei Paesi di origine dei flussi».

Dunque, ricapitoliamo. Non li stiamo salvando da fame-guerra.malattie. Stiamo importando forza lavoro. In un paese con una disoccupazione altissima e che cerca manodopera qualificata. Quindi, se anche li stessimo cercando per chiudere il gap occupazionale, dovemmo anche poi pagare per formarli. Tutto molto sensato. La Bossi Fini prevedeva che le imprese potessero importare solo i lavoratori che volevano, andandoseli a scegliere all’estero. Macchinoso, voi direte. Bene, l’alternativa è questa. Un canale agevolato in cui scambiamo i due anni di ozio e mantenimento, più estensione via tribunale, con un lasciapassare in bianco. L’idea è: noi risparmiamo, sgombriamo il canale dei profughi e la situazione si decongestiona. Un piano ragionevole. Senonché, il ministro PD Minniti, ha già decongestionato l’intero apparato, con una mossa più semplice e banale: ha chiuso la rotta alle ONG che andavano a prendere i disperati sotto costa, ridando agli aguzzini i gommoni. E questo ha fatto collassare la rotta. Se firmassimo la proposta della Bonino, di creare un’entrata facile, trasferiremmo il problema da Lampedusa a Malpensa. Perché, se prima arrivano, poi vengono giudicati, in caso di respingimento questi si daranno alla macchia. Quindi l’esodo riprenderebbe.

Ecco perché è vitale impedire, simbolicamente e basta, ovviamente, che la proposta di legge raggiunga le cinquantamila firma. Altrimenti avremmo vanificato i risultati sin qui ottenuti. Dico simbolicamente, perché, nella vita Repubblicana mai nessuna legge di iniziativa popolare è stata approvata dal Parlamento. Credo che pochissime siano state addirittura discusse. Ed un governo che non riesce a forzare lo Ius Culturae (tutti Italiani con la Cultura altrui, naturalmente), di certo non ha nemmeno la forza per far approvare questa idiozia.

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Luca Rampazzo

Autore: Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

Un pensiero riguardo “La Bonino ammette: chi si definisce profugo spesso mente

  • 14 settembre 2017 in 12:24
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    Quello che ha ammesso la Bonino, forse è stata troppo tardiva, relativamente a chi si definisce o meno profugo penso oggi sia noto a tutti. Anche l’attuale ministro dell’interno un più sveglio e meno compromesso del precedente ha recepito finalmente le problematiche e penso abbia agito come meglio poteva, ma almeno ha fatto qualcosa. Con gli accordi stipulati dal ministro dell’interno con la Libia per evitare l’invasione costante del nostro paese sicuramente lo stesso non si è creato molti amici nell’ambito del suo partito ove buon parte era ed è coinvolta nel favorire l’invasione di clandestini tramite coop, ong, onlus ecc. ecc.

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