Barcellona: c’è anche una terza vittima italiana. Per la polizia preparavano un attacco molto più devastante

Per gli inquirenti a guidare il furgone sulla Rambla era Younes Abouyaaqoub, un marocchino di 22 anni di Ripoll. La polizia spagnola ha segnalato una Kangoo bianca che ha passato il confine. Il commando che ha agito a Barcellona e a Cambrils composto da giovanissimi puntava a una strage di portata maggiore 

Milano 19 Agosto – Dopo lo choc la reazione della società civile, che ieri ha fatto sentire la sua voce da Barcellona a ogni angolo d’Europa. “No tinc por”, “non ho paura”, è la parola d’ordine che dalla Rambla ferita dal brutale massacro di giovedì si propaga sui social in tutto il mondo. Intanto le indagini stanno mettendo a nudo l’organizzazione radicata in Catalogna ha pianificato gli attacchi e arriva nella notte anche la notizia di una terza vittima italiana.

La terza vittima italiana

Carmen Lopardo, 80 anni, da piu’ di 60 residente in Argentina, originaria della provincia di Potenza, e’ tra le vittime dell’attentato di Barcellona. In una nota, il ministero degli Esteri argentino ha trasmesso le condoglianze “alla famiglia della signora Carmen Lopardo, 80 anni, cittadina italiana residente nel nostro paese da piu’ di 60 anni”. “Nel momento del tragico attentato, la vittima si trovava a Barcellona da turista”, ha precisato il ministero, che sottolinea “la ferma condanna dell’Argentina al terrorismo in tutte le sue manifestazioni”.

Le vittime

Intanto, salgono complessivamente a 15 le vittime degli attentati in Catalogna. Alle 14 di Barcellona si aggiunge il decesso di una persona che era rimasta ferita nell’attacco a Cambrils. Appartengono a 34 nazionalità differenti le vittime degli attentati. Intanto, è di 126 il numero dei feriti a Barcellona, dei quali 17 in condizioni critiche. Secondo la polizia, i terroristi preparavano “un attacco più grande”.

E’ caccia all’uomo in Spagna – La cellula entrata in azione a Barcellona e a Cambrils è stata in gran parte smantellata ma c’è almeno un uomo che risulta ancora in fuga. Nella notte posti di blocco e perquisizioni da parte della polizia catalana, che ha fermato e perquisito 2 autobus, senza esito.

Younes Abouyaaqoub, 22 anni, in fuga Per gli inquirenti a guidare il furgone sulla Rambla era Younes Abouyaaqoub, un marocchino di 22 anni di Ripoll. La polizia spagnola ha segnalato una Kangoo bianca che ha passato il confine. Il commando che ha agito a Barcellona e a Cambrils composto da giovanissimi puntava a una strage di portata maggiore. L’esplosione in una villetta ad Alcanar, alcuni giorni prima dell’attentato di giovedì, ha costretto la cellula a modificare i piani.

Moussa Oubakir ucciso a Cambrils  La polizia catalana ha confermato che il giovane considerato l’autore dell’attentato sulla Rambla di Barcellona, il 18enne Moussa Oukabir, è uno dei terroristi uccisi dagli agenti nella città catalana di Cambrils (Tarragona).

Le forze dell’ordine hanno anche confermato che altri due dei quattro ricercati per la loro presunta implicazione nell’attentato sono stati abbattuti. Si tratta di due marocchini: Sadi Aallaa, di 19 anni, e Mohamed Hychami, di 24 anni. Entrambi sono residenti a Ripoll (Girona).

16 agosto, l’incidente di Alcanar La storia inizia mercoledì 16 agosto, con una esplosione che sventra una villetta ad Alcanar, piccolo centro a Sud di Tarragona. Sul momento sembra un’esplosione accidentale di bombole di gas, ma non è così. Quella casa secondo gli inquirenti era il covo degli attentatori delle stragi di Barcellona e Cambrils, ed è stata proprio l’esplosione a cambiare i piani della cellula terroristica che ha operato in Spagna. Lo rivela il comandante della polizia catalana Josep Lluis Trapero che ha sottolineato come i terroristi stessero preparando “da tempo, attacchi più grandi”.  “Avevano in mente uno o diversi attacchi più sanguinari a Barcellona – ha dichiarato Trapero -, ma dopo l’esplosione avvenuta ad Alcanar, località vicino a Tarragona, parte del materiale di cui avrebbero avuto bisogno è andato distrutto”. Ciò ha obbligato i terroristi a cambiare i piani e a scegliere forme di attacco “più rudimentali”.

Barcellona e Cambrils colpite a 9 ore di distanza E’ successo tutto giovedì, nel tardo pomeriggio quando un furgone si è lanciato sulla folla di turisti sulla Rambla. Quattro persone sono state arrestate, si cerca l’autista. I quattro arrestati sono tre marocchini e uno spagnolo. Un secondo attacco ha colpito la città di Cambrils nella notte: 7 persone sono rimaste ferite e i 5 terroristi sono stati uccisi. Secondo gli inquirenti c’è un collegamento tra i due attacchi: a pianificarli sarebbe stata una cellula di 12 terroristi, l’intenzione era di colpire a Barcellona e replicare a Cambrils, investendo pedoni a tutta velocità a bordo di un’Audi A3 e poi sparare sulla folla.

Driss nel 2014 in Italia invitato da una donna Driss Oukabir – fratello di Mousa, sospettato di essere il conducente del furgone della strage di Barcellona – era stato in Italia nell’estate 2014, ospite per alcuni giorni di una donna di Viterbo che aveva conosciuto in precedenza in Spagna. La donna è stata rintracciata dalla polizia che l’ha sentita già giovedì: agli investigatori ha confermato che la permanenza di Driss è stata solo una vacanza. Secondo gli inquirenti, l’episodio non è in alcun modo collegato alla strage di giovedì e ad altri fatti di terrorismo.

“No tinc por” La Rambla di Barcellona è stata riaperta, a conferma della parole del sindaco Ada Colao e del premier Mariano Rajoy, che non vogliono sottomettersi, hanno detto, alle paralisi e alla paura che il terrorismo vuole innescare. Alle 12 un minuto di silenzio a Barcellona ha visto in piazza Catalunya anche il premier Rajoy e il re Felipe VI. La folla ha gridato la sua risposta al terrorismo: “No tinc por”, non abbiamo paura.

Le autorità spagnole si stringono intorno a Barcellona Il re di Spagna Felipe VI ha affermato che “questi assassini non riusciranno a terrorizzarci” e richiamato la natura cosmopolita di Barcellona: le ramblas torneranno ad essere di tutti. Il premier Mariano Rajoy ha richiamato all’unità, invocato un massimo coordinamento tra tutte le autorità di sicurezza e proclamato tre giorni di lutto nazionale: “Questa è una battaglia globale che non è solo contro di noi ma contro tutti i paesi che difendono la democrazia”. E’ “molto importante riuscire a lavorare insieme, per condividere tutto ciò che può essere condiviso.” “Se tutte le forze politiche restano unite – ha aggiunto Rajoy – il raggiungimento dei nostri obiettivi sarà più efficace”, assicurando che “tutte le forze politiche, indipendentemente dalle loro idee” sono pronte a “tirare il carro”.

Le prime due vittime italiane Uno di loro è Bruno Gulotta, di Legnano: la compagna Martina ha raccontato ai colleghi della Tom’s Hardware – la testata di tecnologia per cui lavorava Gulotta – di averlo visto morire davanti ai suoi occhi: stavano passeggiando insieme sulla Rambla, la mamma con Aria, la figlia più piccola, in un marsupio e il papà poco più avanti con il figlio Alessandro per mano. La seconda vittima è Luca Russo, residente a Bassano del Grappa, provincia di Vicenza, in ferie con la fidanzata. Russo, 25 anni, è laureato in Ingegneria a Padova; su Facebook sua sorella, Chiara, ha scritto: “Aiutatemi a riportarlo a casa. Vi prego”. Ci sono poi tre persone ferite, due già dimesse dagli ospedali.

Vittime da tutto il mondo Oltre ai tre italiani, c’è un bimbo di tre anni fra i 13 morti nella strage di Barcellona. Era di Rubì, un sobborgo della città catalana, ed era a passeggio sulle Ramblas con la madre e lo zio (il 57enne Francisco Lopez Rodriguez), deceduti anche loro nell’attacco, mentre la zia, che ha cercato di proteggere il piccolo, è ricoverata in gravi condizioni. E’ inoltre accertato che hanno perso la vita a Barcellona tre cittadini tedeschi; una donna spagnola di 75 anni; la belga 44enne Elke Vanbockrijck, madre di due figli; una donna portoghese di 74 anni e un americano di 43 anni. Risultano dispersi in quattro: la nipote ventenne della portoghese morta; Julian Cadman di 7 anni, un bambino inglese residente in Australia che era insieme alla madre, ferita nell’attacco; Jared Tucker, americano di 43 anni della California, e un australiano. Un 61enne di Saragozza è invece l’unica vittima dell’attentato di Cambrils: è stato accoltellato al volto da un terrorista in fuga. (RaiNews)

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