Lotto-Fiera: sfruttavano e terrorizzavano una dozzina di ragazze, 2 albanesi in manette e uno in fug

Milano 20 Giugno – Sfruttavano la prostituzione di una dozzina di ragazze in zona Fiera-Lotto (viale Monte Rosa, via Tempesta, via Silva) e, con le giovani, erano particolarmente violenti. Erano anche molto astuti per sfuggire ai controlli e alla cattura. Ad esempio, si spostavano con auotomobili intestate direttamente alle ragazze (romene o albanesi, in quest’ultimo caso in Italia con visto turistico). Automobili che cambiavano ogni 15-20 giorni, così come le utenze telefoniche e gli appartamenti in cui facevano prostituire le ragazze, prendendo sempre una stanza nello stesso edificio per controllarle facilmente.

Due di loro sono stati ora arrestati, dovendo scontare una condanna del 2016 per spaccio di droga e sfruttamento della prostituzione. Un terzo è riuscito a scappare in Albania. I due catturati sono Indrit Arapi, il “capo”, un 34enne, e il suo complice Gentjan Hoxha, 45 anni. Arapi è stato condannato a quattro anni e un mese, Hoxha a tre anni e otto mesi. I fatti risalgono a prima del 2012, ma l’attività andava avanti tuttora.

Complicata la cattura di Arapi: gli agenti si sono messi sulle sue tracce anche con il fondamentale aiuto di una ragazza riuscita a scappare dai suoi aguzzini, che dopo avere saputo (da un’amica che ancora era soggiogata) che era stata emessa la condanna si è rivolta alla polizia. Nel mese di aprile gli agenti del Commissariato Porta Genova sono riusciti a individuare l’appartamento che veniva utilizzato in quel periodo, in via Masaccio (a due passi da piazzale Lotto). Hanno fatto irruzione trovando una ragazza con un cliente ma nessuna traccia di Arapi. Hanno così mostrato la fotografia dell’albanese ad alcuni baristi e uno di loro lo ha riconosciuto: “E’ un mio cliente, viene sempre a colazione da me”. Così lo hanno arrestato il 20 aprile.

Meno complessa la cattura di Hoxha: il 45enne è stato trovato in via Raffaello Sanzio (vicino a piazzale Buonarroti), in strada, mentre attendeva che una ragazza consumasse il rapporto sessuale con un cliente all’interno di un appartamento nella stessa via. Erano le quattro del mattino del 6 giugno.

E proprio Hoxha si occupava di reclutare le ragazze, in Albania o in Romania, servendosi di intermediari che venivano pagati circa 800 euro (viaggio compreso). Una volta giunta in Italia, ognuna di queste giovani doveva “superare un esame”. Se non era di gradimento degli sfruttatori, questi la rispedivano in patria e si facevano ridare i soldi. Una vera e propria clausola di rescissione.

Alle ragazze veniva tolto il visto turistico, che Arapi e Hoxha utilizzavano per intestare auto e sim dei cellulari. I due erano molto brutali con le giovani: le picchiavano spesso e le minacciavano, per incutere loro timore e non farle scappare. Entrambi hanno un precedente: sono stati condannati per droga nel 2006 in seguito ad una indagine della guardia di finanza di Torino. Ancora oggi, accanto all’attività di sfruttamento della prostituzione, portavano avanti lo spaccio di droga: in particolare erano in grado di fornire droga ai clienti che lo desideravano. (Milanotoday)

 

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Autore: Milano Post

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