Al Castello Sforzesco riapre il Museo d’arte decorativa

Milano 20 Aprile – Riapre, dopo tre anni di studi e ricerche e un anno di lavori, grazie al generoso contributo della Fondazione Cariplo, il Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco, rinnovato nell’allestimento e nella scelta delle opere esposte. Il Museo delle Arti Decorative, unico in Italia per quantità e varietà delle collezioni e tra i più importanti in Europa nel suo genere, espone oltre 1.300 oggetti di “design ante litteram”, oggetti d’arte in avorio, metallo, vetro, ceramica, tessuto, dall’Alto Medioevo all’Età Contemporanea, che raccontano la creatività applicata all’utensile nella vita quotidiana delle classi agiate, dando ragione delle scelte estetiche dei più importanti centri artistici italiani, europei e mondiali. Il nuovo allestimento sottolinea le qualità artistiche delle opere in mostra e la loro destinazione d’uso, attraverso un racconto della storia sociale e del costume. Si sono mantenute le vetrine esistenti, disegnate dallo studio BBPR nel 1963, ed è stato applicato un restyling illuminotecnico con luci a led. Il percorso diventa un percorso culturale che documenta uno spaccato della nostra storia.

Sala 28 – Ceramiche d’uso – raccoglie alcune opere emerse dagli scavi di Milano nella seconda metà del XIX secolo, quella in cui avviene la fondazione del museo. Gli sventramenti di interi quartieri, determinati dal rinnovo edilizio, portano alla luce le vestigia del passato e i collezionisti recuperano da scavi e sterri materiali d’uso del passato, in particolare frammenti di ceramica che vengono riadattati dai collezionisti, che li tagliano per evidenziare le parti decorative più interessanti, collegati anche alla storia dinastica della città.

Sala 29 – Oggetti d’uso – Questa sezione raccoglie una serie di oggetti il cui valore d’uso è prevalente, oggetti storici realizzati con materiali non di uso comune e ancora oggi attuali. Trovano posto materiali per misurare, per giocare, per scrivere. Spiccano la raccolta di vetri muranesi e boemi, tra XVI e XVIII secolo, e il rarissimo compasso di Galileo, fatto realizzare a corredo del trattato da lui composto a Padova su questo strumento (ne esistono ad oggi solo 3/4 esemplari nel mondo).

Sala 30 – Maioliche e porcellane – Nel corridoio della sala trovano posto i capolavori: la collezione Sambonet, acquisita dalla Regione Lombardia e depositata al Castello dal 2003, che presenta modelli di posate realizzate nelle fogge e nei materiali più diversi, dal Medioevo al design novecentesco; gli smalti e le maioliche del Cinquecento; le maioliche da parata del Seicento; le maioliche del Settecento lombardo provenienti dalle botteghe di Clerici e Rubati (Milano) e da Lodi; le porcellane, collezionate maniacalmente durante tutto il Settecento dopo la “scoperta” di questo nuovo materiale a Meissen, in Germania, nel 1707.

Sala 30 bis – Il Mediterraneo – In questo spazio è stato progettato un allestimento che mette in mostra opere prodotte sulle sponde del Mediterraneo tra IV e XVI secolo, in uno scambio continuo tra Oriente e Occidente: avori alessandrini, tessuti copti e bizantini, ceramiche mediorientali, ispaniche e siciliane. Vengono esposti per la prima volta alcuni dei tessuti medievali della collezione e i tessuti siciliani prodotti per la corte normanna nel XII secolo.

Sala 31 – Il Novecento – Gli acquisti effettuati presso le Biennali e le Triennali delle arti negli anni Venti e Trenta permettono di avere una ricca collezione di ceramiche, vetri e oreficerie di quell’epoca. Tra i vari nuclei, si segnalano quello di porcellane e maioliche di Gio Ponti e le oreficerie di Alfredo Ravasco; spicca il fantasioso granchio di Mengaroni; non mancano opere di Arturo Martini e dei più celebri artisti muranesi.

Sala 32 – Il gabinetto del collezionista presenta una serie di oggetti di piccole dimensioni, considerati opere d’arte rare e preziose e per questo collezionati, realizzati non con uno scopo funzionale, ma per riprodurre o riecheggiare la statuaria monumentale.

Sala Castellana ospita la collezione di vetri Bellini Pezzoli, 50 opere in vetro realizzate da artisti provenienti da tutto il mondo databili tra il 1950 e il 2015, raccolte dal collezionista Sandro Pezzoli e concesse in deposito al museo. La collezione permette un significativo aggiornamento del museo sulla contemporaneità, offrendo la più vasta rassegna del vetro contemporaneo visibile in Italia, con opere di Enrico Baj, Mario Bellini, Fulvio Bianconi, Dale Chihuly, Gianfranco Frattini, Joan Crous, Silvia Levenson, Roberto Sambonet, Lino Tagliapietra, Toni Zuccheri.

ORARIO: da martedì a domenica – ore 9/17.30 (chiuso il lunedì) – Ingresso con biglietto del museo (€ 5 intero, € 3 ridotto)

INFORMAZIONI – InfoPoint Castello Sforzesco 02.88463700 – Segreteria Raccolte artistiche 02.88463731 – www.milanocastello.it

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Pierangela Guidotti

Autore: Pierangela Guidotti

Laurea Magistrale in Lettere Moderne. Master in Relazioni Pubbliche. Diploma ISMEO (lingua e cultura araba). Giornalista. Responsabile rapporti Media relations e con Enti ed Istituzioni presso Vox Idee (agenzia comunicazione integrata) Milano.

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