Due pesi e due misure: i migranti della Montello fanno festa e i milanesi poveri stanno a guardare

Milano 18 Marzo – La solidarietà è un nobilissimo sentimento che dovrebbe esprimersi a 360 gradi, ma se è inficiato dall’ideologia ed ha una visione a senso unico, qualcosa su cui obiettare c’è. E dire che i migranti della Montello siano dei privilegiati, coccolati da una sinistra che ha fatto dell’accoglienza lo scopo più significativo del proprio essere solidali, è una verità assoluta. Ma parole come condivisione, integrazione, scambio dovrebbero avere una valenza per tutti, anche per i milanesi indigenti che non hanno pasti caldi gratuiti serviti ogni giorno e neppure un campo di calcio a disposizione e neppure sale e salette per lo sport e palestre per tenersi in forma. Ora la Montello fa due giorni di festa. Legittimamente, naturalmente. E per fortuna che il Comitato Zona8 Solidale ha il tempo e soprattutto i soldi per organizzare e realizzare la festa.

Annuncia Omnimilano “Sabato 18 la giornata all’interno della Caserma di via Caracciolo inizierà con un incontro con le scuole del quartiere, un momento “per superare, fin dalle giovani generazioni, le diffidenze” spiega Antonella Barranca, del comitato di Zona 8 Solidale.
Il pomeriggio, invece, sarà dedicato alla musica e allo sport con un torneo amichevole di calcio insieme alla squadra della Montello, i “Black Panters” seguito dai concerti di Kambilol Ndogo, la Banda degli Ottoni e il Coro Resistente. Nel frattempo, nel parco di via Tolentino, il comitato ha organizzato un’assemblea cittadina. La domenica partirà ” di corsa” con la Stramilano, la maratona cittadina a cui gli stessi migranti hanno chiesto di poter partecipare: circa una centinaio di richiedenti asilo – provenienti anche dal centro di Bresso, di via Zoia, via Aldini e Mambretti – correranno con la pettorina “Nessuno è illegale” e con scarpe da corsa fornite dal Comune di Milano. Per Mohammed e Kalilou, arrivati a Milano dal Gambia, sarà un momento “felice, correremo per vincere”.
Nel pomeriggio, invece, un momento di riflessione in cui alcuni migranti della Montello racconteranno ai cittadini le loro storie, il loro passato e il perché sono arrivati fino qui. La due giorni si chiuderà con mostre e concerti di Mitaka Samba e dei Contratto a Progetto.”

Un bel programma, non c’è che dire. Ma nei momenti di riflessione, si dovrebbe riflettere anche alle tante storie di povertà che non hanno il fascino dell’esotico, ma abitano nelle nostre periferie, vivono l’emarginazione delle difficoltà insolubili, vorrebbero partecipare all’allegria dei momenti musicali a loro dedicati, sarebbero contenti nel constatare che qualcuno si ricorda dei loro problemi.

Anche gli ultimi hanno il diritto di essere integrati in una società che si dice civile. Anche gli ultimi chiedono quell’asilo che viene loro spesso negato.

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Nene

Autore: Nene

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