Sala pensa alle palme in una Milano dove regnano l’incuria e l’abbandono

Milano 17 Febbraio – Ma il senso della realtà dove è finito? Dove il buon senso, il rispetto per l’identità di Milano? Dove l’attenzione per la città? Tutti contro l’illogica ristrutturazione del verde in piazza Duomo che contravviene al più elementare senso della conservazione di una milanesità sentita e voluta dai cittadini, senza il coinvolgimento dei milanesi, con un progetto che realizza la megalomania di una Giunta che sembra vivere su Marte. I giornaloni, le penne accreditate parlano di una Milano a doppia velocità, ma questa Milano voluta da Sala è semplicemente una Milano voluta da chi ignora o non vuol vedere l’incuria con cui alcuni luoghi sono stati abbandonati. Scrive Giannoni su Il Giornale “Pali senza cartello e senza senso. Pali cadenti o già caduti da un pezzo. E strisce, strane strisce: indecifrabili, doppie, cancellate e forse ridipinte. Corsie ciclabili che vengono improvvisamente bloccate da jersey, parcheggi blu a un passo dalle strisce pedonali. È un campionario notevole di errori e piccoli «orrori» quello che la Compagnia dell’Automobile ha raccolto, per anni, sulle strade di Milano. Decine e decine di casi, segnalati, fotografati, poi controllati a distanza di tempo e di nuovo fotografati. Non si tratta (solo) di degrado o scarse manutenzioni. A volte sono problemi o carenze che possono determinare situazioni di potenziale pericolo o confusione, fra gli automobilisti, i ciclisti e i pedoni. Marcello Pirovano, che presiede la Compagnia dell’Automobile, denuncia disattenzione. Spiega che lui e i suoi amici si sono offerti di andare oltre la pur lodevole opera di segnalazione. Pirovano aveva scritto all’allora sindaco, Giuliano Pisapia, rendendosi disponibile a intervenire, insieme a vigili e operai.” Ma la situazione non è cambiata e non cambierà con Sala. E se una piazza Duomo viene stravolta pur di far vedere che qualcosa si fa, che cosa succederà, se succederà, quando si vorrà riqualificare le periferie? Si pianteranno alberi di datteri, anziché capire le criticità e potenziare l’identità de luoghi? Oggi questa testata ripropone l’intervista al prof. Cesare Stevan che invita a leggere il territorio e da lì partire per qualsiasi forma di ammodernamento e riqualificazione. Soprattutto in periferia. Una lezione che Sala e compagni dovrebbero umilmente imparare.

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Nene

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