L’unica immigrazione cui la sinistra si oppone

Milano 16 Febbraio – Chi pensava che la sinistra mondiale in generale e quella italiana in particolare, per ideologia o per interesse micragnoso, fosse ineluttabilmente immigrazionista, dopo le ultime novità ipotizzate dall’amministrazione Sala rimarrà deluso.

Se si preferisce, finalmente si è trovata una categoria alla cui immigrazione la sinistra si oppone con una tale virulenta ferocia da far sembrare Salvini un fervente seguace, anzi, un autentico fedele, della predicazione boldriniana.

 Tasca e Rabaiotti
Tasca e Rabaiotti

Infatti, la sinistra (sedicente) aperta, tollerante ed inclusiva, si rivela chiusa, intollerante (a livelli patologici) ed esclusiva verso l’automobilista. In particolare, nei confronti di quello proveniente da fuori confine: non si spiega altrimenti l’assurda idea degli assessori Rabaiotti e Tasca di voler far pagare uno speciale pedaggio ai pendolari che si rechino in automobile in città per lavorare (!), giustificata con la risibile scusa secondo la quale le auto che circolano (ma allora, anche pedoni, ciclisti, motociclisti e pure chi va in monopattino, specie se è un po’ pingue, ammesso che la pinguedine sia ammessa nella razza perfetta cui la sinistra sembra voler riservare la Milano del futuro…) in più rispetto a quelle dei cittadini residenti, come se la circolazione stradale fosse una prerogativa di questi ultimi e limitata esclusivamente al proprio comune di residenza (ma dove sta scritto?), contribuirebbero al deterioramento del manto stradale.

Ma a parte che, ragionando così, ciascun ente (a quando le provinciali a pagamento?) dovrebbe far pagare l’accesso al proprio territorio, è noto che il Comune dovrebbe finanziare la manutenzione delle strade, che per altro a Milano è carente al punto che su alcune di esse sono comparsi dei limiti di 30 Km/h a causa del fondo dissestato (si pensi a via Ludovico il Moro, per esempio), con gli oneri di ristrutturazioni e costruzioni (che non necessariamente sono a carico dei soli residenti, visto che non sono certo questi gli unici a costruire e ristrutturare).
Senza contare che, proprio in questi giorni, stanno entrando in vigore gli inasprimenti (alcuni assurdi, come quello che colpisce i veicoli a gas) ad Area C e la “rimodulazione” (che significa aumento, e per altro molto elevato, dopo quelli già folli del 2014) delle tariffe per la sosta. Queste ultime, oltretutto, costituiscono già autentiche tasse che colpiscono chiunque circoli in città, indipendentemente dalla residenza, a maggior ragione, poi, considerando che, con le tariffe della sosta, sono aumentati i relativi abbonamenti, compresi quelli riservati ai lavoratori turnisti, tutta gente che, notoriamente, fa uso dell’auto per divertimento (il Comune non lo capisce perché i suoi assessori non han mai lavorato, o finge solo di non capirlo?).
Per cui, in questo modo, si impone nei confronti di taluni soggetti un doppio prelievo, perché non c’è dubbio che quelle che stanno introducendo sulla circolazione le amministrazioni di sinistra siano delle autentiche tasse indirette sul lavoro, che vanno a colpire maggiormente chi è meno abbiente e, quindi, avrebbe bisogno, specie in un periodo di crisi come l’attuale (solo chi non lavora non lo percepisce), che il lavoro gli costasse di meno e non certo di più.

L’idea del Comune, che il buon senso fa sperare resti tale, ma che l’esperienza dice che diventerà realtà in tempi relativamente brevi, poi, è ancor più grave e insensata sol che si pensi come, da poco tempo, sia stato annunciato un taglio di una quindicina di milioni all’anno di investimenti in ATM, i cui servizi, in questi ultimi anni, sono già andati costantemente peggiorando. Chiunque, infatti, può osservare come le corse di quasi tutti i mezzi siano state drasticamente ridotte nel numero e nella frequenza. E, proprio in questi giorni, l’assessore Granelli, che sembra intenzionato a seguire le orme da emulo del Visconte Cobram del suo predecessore Maran, ha presentato il nuovo piano delle corse ATM, in cui sono previsti ulteriori allungamenti delle attese per molti mezzi, specie di sera e nei fine settimana: Granelli e Maran lo ignorano, ma c’è gente che lavora e fa i turni anche la domenica e di notte, anziché essere all’aperitivo di qualche associazione amica dell’amministrazione, solo che queste persone che la sinistra radical chic sono degli invisibili di cui non occuparsi e le cui esigenze sono indegne anche di ascolto.

Non ci sono né logica, né coerenza, quindi, nella gestione della mobilità urbana da parte della sinistra, tanto meno c’è attenzione nei confronti delle esigenze concrete dei lavoratori, sebbene i comunisti, ex, post o catto che siano, parlino continuamente, ma per l’appunto solo meccanicamente, recitando tristi litanie mandate a memoria ai tempi del collettivo studentesco, di lavoro: ci sono solo una spregiudicata volontà di far cassa, per destinare gli introiti a scopi ben diversi dal soddisfacimento delle esigenze dei milanesi (al massimo, l’impegno è per rieducarli, ovviamente a spese loro), ed un sadico odio nei confronti degli automobilisti, che si manifesta quasi sempre con reazioni isteriche e scomposte (come definire, altrimenti, la cancellazione di una preferenziale ATM per realizzare una ciclabile utile solo cancellare stalli di parcheggio destinati ad attività commerciali e culturali molto frequentate?), condite dai noti effluvi incontrollati di inconcludenti chiacchiere utopistiche, sociologiche e ambientalistiche.

Insomma, secondo la sinistra a Milano (a parole) tutti sono benvenuti, dovunque arrivino e qualunque sia la loro cultura. Nessuno è straniero. Tranne l’automobilista, che a quanto pare, anche se entra in città per lavorare, in realtà non ne ha bisogno (lo fa per capriccio), non paga le pensioni agli italiani del futuro, non fornisce forza lavoro alle attività milanesi.
Quindi, l’unico immigrato sgradito contro il quale ogni barriera, o forse sarebbe meglio parlare di “muro”, è benvenuta.

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Autore: Alessandro Barra

Milanese di nascita (nel 1979) e praticante la milanesità, avvocato in orario di ufficio, appassionato di storia, Milano (e tutto quel che la riguarda), politica, pipe, birra artigianale e Inter in ogni momento della giornata. Mi improvviso scribacchino su Milano Post perché mi consente di dar sfogo alla passione per Milano e a quella per la politica insieme.

2 pensieri riguardo “L’unica immigrazione cui la sinistra si oppone

  • 16 febbraio 2017 in 14:44
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    Una domanda: ma la trasformazione ECOPAS / AREA C non ci è stata fatta passare come la pillola amara per un migliore servizio ATM (dicasi maggiori investimenti)? Sarò semplicistico, ma mi sembra che la sinistra (quella di oggi, non quella proletaria) sia completamente sconnessa con le realtà, che è quella che Barra ben racconta.

    PS complimenti per la citazione del Visconte Cobram…ho riso per mezz’ora….speriamo solo di non fare la fine di Fantozzi nella salita sulla bicicletta alla “bersagliera”!!!!

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    • 16 febbraio 2017 in 21:55
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      Per rimanere in tema fantozziano, per me già l’ecopass era come una nota corazzata… figuriamoci l’Area C. Il resto sono chiacchiere di chi amministra, che i soldi dei milanesi li spende in boiate e tralascia le esigenze fondamentali della città.
      Un conto è chiacchierare di temi sociali all’aperitivo, tutt’altro lavorare

      Risposta

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