Denuncia di Matteo Forte e Maryam Ismail: “Il cugino della Qader detenuto a Guantanamo, il PD chiarisca”

Milano 12 Gennaio – “Cinque anni fa, quando io sono entrato in questa istituzione, dicevo che il Pd privilegia i rapporti con un tipo di islam politico ortodosso, oggi se lo porta in pancia e questo aumenta il livello di allarme”.

Matteo Forte e Maryam Ismail
Matteo Forte e Maryam Ismail

Questa la denuncia di Matteo Forte, consigliere comunale di Milano Popolare in una conferenza stampa convocata a Palazzo Marino per discutere, insieme all’ex dirigente del Pd cittadino Maryam Ismail, di questo rapporto definito “non occasionale”, ma diventato strutturale. Una scelta che, secondo Ismail, “estromette di fatto il resto del mondo islamico”, che rappresenta la maggioranza. Quello che si è voluto affrontare è il “nodo politico” della questione attraverso una serie di esempi: primo tra tutti l’associazione ‘Segnali’ promossa dal segretario metropolitano del partito Pietro Bussolati “che ha l’obiettivo di promuovere la formazione di giovani e che nel proprio board annovera giovani esponenti dell’associazionismo musulmano riconducibili a Ucoii”, l’unione delle comunità islamiche d’Italia, tra cui persone vicine all’associazione dei Fratelli musulmani e che sostengono il presidente egiziano deposto Morsi come Ahmed Abdel Aziz. Un altro elemento che Forte ha sottolineato è il legame che il Pd milanese ha con il Caim, il coordinamento delle associazioni islamiche. L’ex responsabile culturale dell’associazione è Sumaya Abdel Qader, candidata e eletta tra le fila del partito democratico in consiglio comunale. Forte ha sottolineato che il cugino della consigliera, Samer Al Barq, è stato detenuto a Guantanamo tra il 2002 e il 2008 e sospettato di rapporti con Al Qaeda per la produzione di armi battereologiche. “Non chiedo – ha precisato Forte – a Sumaya di rispondere per le colpe dei parenti né di dimettersi, chiedo al Pd di prendere una posizione su questo rapporto che negli anni è cresciuto e non è più solo privilegiato, ma strutturale con l’islam politico”. Per ismail “Questo tipo di islam è quello che viene promosso”, mentre la richiesta è quella di aprire “a tutte le componenti del mondo islamico” perché “siamo preoccupati che al livello europeo l’Italia si faccia promotrice di una visione politica che altri paesi hanno emarginato”. “Perché si presta a questo tipo dì rapporto?”, è la domanda che Forte e Ismail si pongono e rivolgono al Pd, in particolare al segretario metropolitano Pietro Bussolati. (Omnimilano)

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Autore: Milano Post

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