Nei mezzanini si difende il valore del lavoro e della piccola impresa

Milano 11 Gennaio – Continua la mia battaglia per difendere i commercianti e gli edicolanti che stanno nelle stazioni della metropolitana, i cosiddetti mezzanini.
Nella scorsa consiliatura Atm aveva deciso di mettere a gara i locali già occupati, benché ci fossero la metà dei locali vuoti. Atm citava la direttiva Bolkenstein che obbligava a mettere in gara tutte le concessioni pubbliche ma qui gli spazi non erano limitati.
Poi in seguito a una lunga battaglia dei commercianti e del sottoscritto si è deciso di fare il bando prevedendo una clausola di prelazione per i vecchi occupanti.
Nei mesi scorsi però l’unico grande gruppo che aveva partecipato alla gara, Chef Express del gruppo Cremonini, ha presentato ricorso al Tar per eliminare la clausola di prelazione e il Tar gli ha dato ragione, determinando così l’assegnazione a Chef Express dei locali per i quali è stato fatto ricorso.
Può sembrare una piccola storia, ma in questa vicenda si combatte per il futuro del lavoro e della piccola impresa in Italia.
Infatti secondo me il Comune deve riaffermare il principio che sulle sue proprietà è libero e ha diritto di fissare delle linee guida per tutelare alcuni interessi pubblici. Come ad esempio il principio che bisogna valorizzare, assegnando premialità, chi ha lavorato 20 anni in quei locali, garantendo presidio e servizio, e sostenendo investimenti per una manutenzione che l’ente pubblico proprietario non aveva tempo e soldi per fare.
E’ giusto aggiornare i canoni degli affitti, ma è giusto anche premiare la continuità del lavoro e degli investimenti di piccole imprese, che altrimenti lasceranno il posto a grandi imprese monopoliste che distruggeranno occupazione e concorrenza. E la politica deve svegliarsi su queste direttive europee e su queste invasioni della giustizia amministrativa che uccidono il lavoro in Italia.
Fabrizio De Pasquale, Consigliere Comunale di Forza Italia
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Fabrizio De Pasquale

Autore: Fabrizio De Pasquale

Il direttore ama tantissimo Milano, che considera una delle città più dinamiche e civili al mondo. Per questo si arrabbia quando la vede maltrattata da scelte sbagliate o comportamenti incivili . Fabrizio ha 50 anni , una moglie, 2 figli e un cane. E' liberale dai tempi del liceo , e appassionato alla buona politica . Ha fondato Milano Post per informare i cittadini e diffondere idee di libertà. Poiché di giorno lavora e fa anche il consigliere comunale, scrive di notte e controlla il giornale in metropolitana. Siate comprensivi. Da buon liberale da spazio a tutti, ma ammette di avere un sano pregiudizio anticomunista e anti-statalista.

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