Studentessa 24enne di Chimica muore di meningite: scatta la profilassi in Statale

Milano 2 Dicembre – Ieri mattina è scattata la profilassi contro la meningite che sta interessando il dipartimento di chimica dell’Università Statale di Milano: qui studiava Flavia Roncalli, morta di meningite a 24 anni, martedì mattina al Niguarda, solo un paio d’ore dopo essere arrivata con i banalissimi sintomi dell’influenza di stagione. Era una studentessa di Chimica. Frequentava lo stesso dipartimento, lo stesso laboratorio di Alessandra Covezzi, la dottoranda ferrarese stroncata a fine luglio da una sepsi da meningococco C. Niente più di una coincidenza tragica, al momento.

Una squadra di medici e assistenti sanitari dell’Ats, la ex Asl, di Milano, è andata sul posto, in via Golgi: prima di iniziare la profilassi a 120 persone, che consiste nell’assunzione di una dose di antibiotico, si è tenuta un’assemblea pubblica con studenti e professori per dare loro tutte le spiegazioni tecniche del caso. Un’altra profilassi è invece in atto al Niguarda sulle persone che sono venute lì a contatto con la studentessa morta, ma anche altri che hanno avuto contatti con lei e di conseguenza sono andate in ospedale. Gli esami sono in corso per capire da che tipo di meningococco sia stata colpita la studentessa morta al Niguarda: se sia di tipo C, come quello che aveva causato la morte di una sua coetanea che studiava nella stessa facoltà lo scorso luglio.

“La dose di antibiotico che stiamo somministrando con la profilassi è sufficiente per chiudere il discorso e bonificare la gola dall’eventuale presenza del batterio” ha spiegato Giorgio Ciconali, direttore dei servizi igiene dell’Ats di Milano città metropolitana. Per ora la profilassi è in atto solo al dipartimento di Chimica dell’università Statale, ma un altro gruppo di esperti dell’Ats sta studiando le abitudini extra scolastiche della ragazza per capire se e come qualcun altro sia a rischio contagio. Per essere esposti al contagio, ha chiarito il dottor Ciconali, bisogna avere avuto dei contatti “prolungati e stretti” con chi si è ammalato: “Non basta aver frequentato la stessa stanza dove ha soggiornato ma bisogna averci parlato viso a viso o quasi” ha detto. È importante dunque spiegare bene la reale portata del rischio a chi è coinvolto: questo è il senso dell’assemblea pubblica che si è svolta questa mattina in facoltà.

Per quanto riguarda la possibilità che i due casi delle due studentesse della stessa facoltà morte di meningite, quello di adesso e quello di luglio, siano collegati tra loro, Ciconali ha spiegato che non si può escludere: “E’ abbastanza curioso – ha detto – che due ragazze della stessa età e facoltà abbiano la stessa malattia, ma non ci sono elementi per collegare i due casi. E’ anche vero che sono passati mesi e il periodo del contagio è di 10 giorni quindi al momento non ci sono elementi per dirlo. Si sta studiando per capire anche questo”. Ciconali ha poi sottolineato: “Non c’è alcun allarme meningite a Milano”. E ha concluso: “E’ purtroppo una malattia che ogni tanto si ripresenta, per fortuna con numeri relativamente bassi. È ovvia la preoccupazione nelle persone quando il decesso avviene in una ragazza di 24 anni, e pochi mesi dopo che un’altra ragazza, che lavorava nello stesso laboratorio dell’Università Statale di Milano, era deceduta per la stessa causa. Ma si tratta di un fatto abbastanza eccezionale, che ha stupito anche noi: al momento, comunque, non ci sono elementi per legare i due casi”. (Il Giorno)

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