Regione Lombardia, nasce l’Osservatorio del servizio sociosanitario

Milano 1 Dicembre – Parere favorevole in Commissione Sanità all’istituzione dell’Osservatorio integrato del Servizio Sociosanitario lombardo, previsto dalla recente riforma della governance della sanità lombarda e istituito con l’obiettivo di valorizzare negli atti di indirizzo e programmazione regionale le istanze provenienti dal mondo scientifico del lavoro e delle professioni.

Hanno votato a favore i rappresentanti dei gruppi Lega Nord, Lista Maroni, Forza Italia, Lombardia Popolare, Pd e Patto Civico: si è astenuto il Movimento 5 Stelle, che ha lamentato il rischio di come un Osservatorio composto da un numero così vasto di realtà e così eterogeneo non possa poi nei fatti funzionare al meglio e centrare gli obiettivi per cui è stato istituito. “L’Osservatorio integrato – ha affermato il relatore Fabio Fanetti (Lista Maroni)- è rappresentativo di tutte le professioni e delle realtà sanitarie, sociosanitarie e sociali operanti in Lombardia e costituisce un riferimento fondamentale per dialogare direttamente con il territorio”.

“Questo strumento – ha evidenziato il presidente della Commissione Fabio Rolfi (Lega Nord)- ci consentirà una interlocuzione diretta con gli stakeholders, le associazioni e le realtà di settore della nostra regione, il cui ruolo in termini di contributi, suggerimenti e verifiche, riveste grande importanza. E’ per questo motivo che come Commissione abbiamo suggerito alla Giunta di allargare ancora di più la possibilità di partecipazione, con l’obiettivo di qualificare al meglio l’Osservatorio rendendolo il più possibile rappresentativo, prevedendo anche la partecipazione dell’Ufficio di Presidenza della Commissione Sanità nell’Osservatorio, che così diventa organo di consultazione della Commissione stessa e quindi del legislatore regionale”.

Rispetto al documento approvato dalla Giunta, la Commissione Sanità, accogliendo anche alcune indicazioni del Partito Democratico, richiede che possano far parte dell’Osservatorio pure le Associazioni delle professioni sanitarie riconosciute, le Associazioni dei pazienti che abbiano una rappresentanza a livello regionale e, oltre alle associazioni di categoria già previste, anche Confcooperative, Lega Cooperative e AGCI. La Commissione chiede inoltre di prevedere il coinvolgimento di tutte le Università che possano portare un contributo utile senza limitarsi alle sole Università con Facoltà di Medicina, allargando la partecipazione anche agli Istituti di Ricerca pubblici e privati come ad esempio l’Istituto Mario Negri di Milano e il Centro “Stefano Verri” del San Gerardo di Monza. (Askanews)

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