Importante non andare a letto arrabbiati, il perché ce lo spiegano gli scienziati

Milano 1 Dicembre – Che non faccia bene andare a letto arrabbiati ce lo hanno sempre detto. Ma ora gli scienziati hanno le ‘prove’ che i ricordi negativi sono più difficili da eliminare dopo averci dormito su. Lo studio, pubblicato sulla rivista ‘Nature Communications’, suggerisce che durante il sonno il cervello riorganizza il modo in cui i ricordi negativi sono memorizzati, rendendo queste associazioni più difficile da sopprimere in futuro.

“A nostro parere, sì, c’è una verità in questo detto secolare”, ha detto Yunzhe Liu, che ha guidato la ricerca presso la Beijing Normal University. I risultati dell’indagine – si legge sul ‘Guardian’ – potrebbero avere anche delle implicazioni nel trattamento del disturbo post-traumatico da stress.

Lo studio, condotto nell’arco di due giorni su 73 studenti universitari di sesso maschile, ha usato una tecnica psicologica nota come ‘penso/non penso’ con l’obiettivo di testare come i ricordi negativi possano essere intenzionalmente soppressi. I partecipanti hanno dovuto associare volti neutri a immagini inquietanti, come ad esempio persone ferite, bambini che piangono o cadaveri. Gli stessi volti gli sono stati riproposti, in un caso il giorno dopo in un altro dopo 30 minuti dopo, e gli è stato chiesto di ricordare l’immagine negativa associata o tentare di sopprimerle: è stato notato che c’è una percentuale maggiore (+9%) di successo tra coloro che hanno potuto riguardare le immagini dopo un tempo minore.

Scansioni cerebrali hanno offerto un indizio sul motivo per cui i ricordi possono essere più difficili da eliminare una volta che sono state consolidate dal sonno. L’attività neurale dei partecipanti che hanno tentato di ricordare o inibire il ricordo dopo 30 minuti era centrata nell’ippocampo. Dopo una notte di sonno, invece, la scansione ha mostrato che i ricordi si erano distribuiti in tutta la corteccia.

Insomma sembra proprio che, quando accade qualcosa di spiacevole, sia meglio affrontarlo subito e non andare a dormire con un pensiero che dopo una notte di sonno tende a radicarsi nel nostro cervello. (Adnkronos)

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