Le strade di Milano fanno proprio schifo

Milano 30 Novembre – Una descrizione impietosa, la sensazione di una sciatteria senza fine, la mancanza di una volontà che risolva, finalmente, il problema: questo il senso di alcune annotazioni di Fabrizio Ravelli pubblicate su Repubblica.it. Descrive l’autore “Ho letto su Repubblica.it che a paveRoma i runner tracciano misteriosi segni sull’asfalto, specie di geroglifici per indicare tabelle di marcia, ostacoli, percorsi. È un’idea che potrebbe essere adottata anche a Milano, ma da ciclisti e motociclisti per evitare di finire all’ospedale o all’obitorio. Le strade di Milano, per usare un eufemismo, fanno proprio schifo. E sono molto pericolose. Buche, lastroni sconnessi, rotaie sgangherate: c’è tutto un campionario di ostacoli da evitare ogni giorno, e quando uno ha mandato a memoria il proprio percorso ecco che ne spuntano di nuovi. Di solito dal Comune alle lamentele rispondono che è colpa del maltempo, delle piogge, del gelo.
Vero anche questo, ma diciamo che il maltempo è una buona scusa per nascondere la realtà. E la realtà è che i lavori di manutenzione delle strade, anche quando vengono fatti, sono assolutamente scadenti. Scadenti già a prima vista, e destinati a durare pochissimo. Il disastro più frequente è quello provocato dalle rotaie dei tram. Le vibrazioni spaccano l’asfalto, che si stacca a pezzi lasciando buche a volte impressionanti. bucheRestano lì per mesi, in attesa che qualche addetto comunale le riempia con due palate di catrame, che ovviamente tiene per una settimana. Mi pare ovvio che le rotaie andrebbero posate con sistemi più resistenti, che pure in un paio di strade si vedono, ma devono essere più costosi. In generale mi pare che nessuno, in Comune, sorvegli la qualità dei lavori pagati dai contribuenti. Ci sono posti rimessi a nuovo che dopo qualche mese fanno più pena di prima. Qualcuno da Palazzo Marino ci può spiegare?” Ma le cose da spiegare sulla sciatteria e sull’incuria sono davvero tante e sembra quasi che non interessino, che siano estranee al perseverare ideologico della Giunta attuale che si occupa e e preoccupa soltanto di parlare e di promettere.

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