I nazivegani sono l’emblema di cosa farà crollare la nostra civiltà

Milano 19 Ottobre – Due giorni fa una pattuglia di estremisti vegani, autorinominatisi le “iene vegane”, tanto per essere certi che nessuno potesse pensare che sapevano di cosa parlavano, ha inscenato una protesta contro Cracco. Cucina la carne. Anatema sia, dunque. E giù urla isteriche, accuse di inumanità e paragoni feroci. Sul web va anche peggio. A me è capitato personalmente di essere minacciato di morte perché chiedevo che alle nutrie non fosse permesso profanare le tombe a Lambrate. Come dicevo, però, questo è solo una conseguenza di una causa ben più grande. Che genererà altri disastri in breve. È la fine di un lungo processo iniziato con la demolizione del Sacro e culminato con la vittoria dell’Irrazionale. E per capirlo bisogna sfatare alcune grandi menzogne create dalla Rivoluzione Francese e poi prese per buone per due secoli.

In principio era Ragione contro oscurantismo religioso. Ed era una grande bugia. La Fede Cristiana ha sempre tenuto in altissima stima la ragione. La Fede, nel suo argomentare, era ed è Aristitotelica in Occidente. Però parla ad una parte dell’Uomo profonda, antica. Che esiste e non è estirpabile. Al contrario di quello che gli Illuministi pensavano. Per loro era ignoranza. Per i Marxisti era un veleno. Per i Nazisti una pericolosa concorrente che indeboliva gli Ariani. Per i Sessantottini un vecchio ed obsoleto retaggio. Per i mondialisti una fastidiosa confutazione alle loro teorie di fratellanza universale materialistica. Insomma, la Fede parlava ad un angolo della nostra Psiche che per duecento anni abbiamo cercato di uccidere. Con il risultato di farlo solo infuriare. Frustrato, costretto a nascondersi, questo lato che vede cose che la scienza non riesce a misurare si è vendicato avvelenando l’esistenza dei soggetti più deboli. Più vulnerabili. Non necessariamente psicologicamente fragili, anche se la fragilità di certo aiuta. Queste persone sanno che c’è qualcosa oltre. Ma la propaganda gli ha tolto una Fede che ne esaltasse il lato razionalista. Così devono rivolgersi ad altro.

Il veganesimo, ad esempio, nasce come filosofia alimentare e degenera in una forma di panteismo né originale né particolarmente nuova. Tutto ha un’anima. Quindi l’uomo non è al centro di nulla. È solo una periferia privilegiata e deve pagare tutto questo astenendosi dall’essere un vero animale. Non può predare. Ma l’istinto predatorio è insopprimibile. Così non si uccidono più i vitelli, ma si odia, insulta e chiede la morte dei propri simili. È l’irrazionalità delle Baccanti, di alcuni Riti Orfici. È l’assurda pretesa che il peccato dell’Uomo (non contro Dio, ma contro il Mondo, divinità pagana crudele ed assetata di sangue) si paghi uccidendo l’uomo stesso. Il peccatore. L’impuro. Questa stessa irrazionalità di fondo si sta spargendo a macchia d’olio. E vuole sangue. Settant’anni senza guerre hanno privato la mia generazione del Sacro legato ala morte. Che viene così invocata con leggerezza. Al posto di veganesimo possiamo sostituire il complottismo, il razzismo, l’antisemitismo, il globalismo. È irrilevante. Il discorso non cambia. Qualsiasi forma di sacralità combinata all’irrazionalità spopola. Non è un caso. È una condanna. Con la nostra Hubris abbiamo creduto di poter scindere la nostra anima, tenendo il razionale e perdendo il Sacro. E, come in Dottor Jekill e Mister Hyde, paghiamo il fio sdoppiandoci e divenendo dei mostri. Ecco cosa c’è dietro quei cartelli. La morte dell’Occidente. Per mano dell’Occidente.

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Luca Rampazzo

Luca Rampazzo

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