Attenzione, potrebbe arrivare la tassa sul denaro contante

Milano 19 Ottobre – Attenzione che potrebbe arrivare la tassa sul denaro contante. Un governo come quello italiano affamato di tasse sta pensando anche a questo. È stata chiamata “voluntary disclosure”. La versione inglese copre meglio la definizione italiana che è autodenuncia. Troppo plebeo. In sostanza è il contribuente stesso che, in forma anonima, confessa i peccati al fisco. Lo Stato, misericordioso, concede l’assoluzione in cambio di una modesta tassa da pagare subito. È un sistema che ricorda molto da vicino “il traffico delle indulgenze” che portò alla ribellione di Martin Lutero contro il Papa. La chiesa, infatti, vendeva gli sconti di pena sulla vita eterna in cambio di denaro.

Con la “voluntary disclosure” lo Stato italiano si comporta alla stessa maniera: ai peccatori che non hanno pagato le tasse o hanno fatto riciclaggio portando i soldi all’estero viene concessa la via della redenzione. Pagano un obolo e possono riportare in Italia i soldi mettendo una pietra tombale sul passato. Il sistema era stato inventato da Giulio Tremonti che da buon fiscalista sapeva come aiutare i clienti a esportare i capitali: da ministro, aveva ben chiaro a quali condizioni farli convincerli a rientrare. Allora si chiamava “scudo fiscale” ora “voluntary disclosure”. Ne sono stati varati diversi e proprio la ripetizione dimostra che gli italiani non si sono mai fidati. Il vantaggio è offerto dall’assoluto anonimato: lo Stato incassa l’obolo e non vuole notizie sulla proprietà. Ma vatti a fidare dello Stato italiano. E così i risultati del trasloco sono sempre stati inferiori alle attese.

Anche la legge finanziaria del 2017 sta pensando ad una nuova “voluntary disclosure”. Con un colpo di fantasia in più. L’autodenuncia potrebbe riguardare anche il denaro contante conservato a casa o nelle cassette di sicurezza. A ingolosire il fisco due avvenimenti: Fabrizio Corona che aveva nascosto 1,7 milioni nel controsoffitto e le dichiarazioni di Francesco Greco, Procuratore di Milano che stima in 150 miliardi il contante conservato dagli italiani a casa o nelle cassette di sicurezza.

Al ministro Padoan non è parso vero: un altro obolo da incassare in cambio di indulgenza. I soliti moralisti si oppongono dicendo che sarebbe un condono per il riciclaggio. Posizione un po’ ipocrita che non coglie il punto centrale: il fisco sta facendo di tutto per concentrare il contante in banca come si fa con il gregge in un recinto. Poi quando sarà tutto insieme e ben numeroso scatterà la mattanza. Una bella patrimoniale sui conti correnti come nel ’92. Stavolta, però, ben più dolorosa perché i soldi che lo Stato deve portare a casa sono molti di più.

Ernesto Preatoni blog

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Milano Post

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2 pensieri riguardo “Attenzione, potrebbe arrivare la tassa sul denaro contante

  • 19 ottobre 2016 in 23:54
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    Ma se un onesto contribuente lavoratore dipendente per esempio decide di tenere parte dei risparmi nella cassetta di sicurezza perché tenerli in casa può essere rischioso, perché mai dovrebbe pagare di nuovo le tasse su tali somme di denaro. Oppure, rischiando, tiene qualche migliaio di euro in casa perché deve pagare di nuovo un surplus di tasse. Significa che lo stato ci considera tutti evasori a prescindere. Non è sufficiente che ormai i soldi sul conto corrente non fruttano nulla. Lo Stato non dovrebbe favorire il risparmio.

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  • 6 novembre 2016 in 09:04
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    lo Stato deve favorire il RISPARMIO – motive per cui la Economia della Nazione decolla – nel mentre se usano I soldi del Risparmio dove vanno a finire che non si sà mai il buon risultato –

    oppure mandiamo in Vacanza I Bambini Sfollati dal Terremoto –

    Risposta

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