CALCIO SERIE A: QUANDO STADIO E TIFOSI FANNO IL BILANCIO

DynamiTick, startup italiana specializzata in soluzioni di dynamic ticket pricing, ha pubblicato recentemente uno studio sulle presenze negli stadi di Serie A dopo le prime due giornate del campionato 2016/17: una vertiginosa discesa per il massimo torneo italiano che presenta impianti ancora più vuoti ed una partenza così negativa che non si vedeva da 10 anni, ma che indica anche la strada da percorrere verso il futuro.

I tifosi preferiscono il divano di casa allo stadio: è quanto emerge dallo studio che ha dimostrato come nei primi 180 minuti di campionato siano stati 405.549 i biglietti invenduti per un riempimento medio delle strutture del 51%. Uniche eccezioni al trend quello dello Juventus Stadium che registra il tutto esaurito in ogni match e la partita della terza giornata, Pescara – Inter in cui sono stati venduti in anticipo tutti i biglietti.

Ennesima dimostrazione che le squadre con stadio di proprietà come Juventus, Sassuolo ed Udinese e con alta affluenza domenicale sono quelle che hanno i conti migliori e che tendenzialmente riescono ad ottenere le migliori performance in campionato e coppe. Una tendenza che non fa che confermare i dati della scorsa stagione che hanno visto lo Juventus Stadium superare il 90 % medio di riempimento e l’Olimpico di Roma, sponda Lazio, alla disastrosa media del 28%.

Un altro studio sul campionato scorso, chiuso con il trionfo dei bianconeri dopo una partenza incerta, ha dimostrato come nemmeno le vittorie riescano ad attirare più tifosi con un misero aumento del 2% dei supporter dopo un risultato positivo. La tendenza dei tifosi, quindi, è quella di non farsi condizionare dal dato sportivo ma da altri fattori nella decisione di andare allo stadio: adeguatezza degli impianti, sicurezza, costi dei biglietti, presenza di servizi accessori.

Dati preoccupanti quelli della serie A se paragonati a quelli degli altri massimi campionati nazionali e che spiegano bene la crisi diffusa del calcio italiano degli ultimi anni. Gli stadi nostrani hanno avuto, lo scorso anno, una media di riempimento del 55,2% a fronte della Ligue 1 francese con il 66,8%, della Liga spagnola con il 68,3% per non parlare dei campionati top, tedesco ed inglese con medie pari a 91,9% e 95,5%.

Tra le 20 squadre di Serie A sono ben nove quelle che hanno una media inferiore al 50% con il record negativo della Lazio che riesce a riempire il suo stadio solo per il 28,4% delle possibilità. I tifosi più fedeli sono quelli di Fiorentina (65,3%), Genoa (58,5%) e la già citata Juventus (in testa con il 92,5%). Bene anche il Napoli con il 64,8% di riempimento medio.

I tifosi maggiormente legati ai risultati sono quelli di Lazio e Inter: se i primi hanno spesso disertato lo stadio anche per protestare contro la gestione della Presidenza Lotito, sono quelli nerazzurri a registrare le oscillazioni maggiori. Con l’Inter in testa nel girone d’andata la media è stata del 60,6% mentre con la caduta del ritorno le presenze sono calate al 44,5%.

Stadio di proprietà con conseguenti ricavi “puri” ed affluenza dei tifosi: sono i due indicatori principali che determinano la bontà dei bilanci delle società, con conseguenze dirette anche sui risultati sportivi. Un esempio su tutti quello della Juventus che, dopo la costruzione dello Juventus Stadium di 5 anni fa, ha visto incrementare a dismisura la propria forza economica. Forza che, come visto nella sessione di calciomercato estivo 2016, si traduce nella possibilità di migliorare costantemente la rosa e nel conseguente miglioramento dei risultati sportivi: basti pensare che negli ultimi 3 anni i bianconeri sono arrivati in finale di Champion’s League, l’anno scorso si sono fermati agli ottavi per episodi sfavorevoli e quest’anno vengono inseriti da esperti, allenatori e bookmakers tra i favoriti per la vittoria finale della massima competizione europea per club. Bookmakers che, come è possibile vedere dalle quote di tutte le scommesse di Serie A su William Hill, indicano proprio i bianconeri e il Napoli, le due squadre con fatturato e indice di riempimento maggiore, come le favorite per la vittoria del campionato, rispettivamente a 1.20 e 9.00. Buone sono anche le quote della Roma, mentre sono decisamente più distanti Inter, Milan e Lazio.

Ma qualcosa si sta muovendo anche ad altre latitudini con le squadre milanesi in testa per migliorare gli impianti. Sull’onda della finale di Champions League disputata lo scorso 28 maggio a San Siro, infatti, Inter e Milan hanno proposto all’amministrazione comunale un piano di investimenti per i prossimi 4 anni del valore di 28 milioni di euro che prevede di aumentare fino al 70% la quota d’affitto pagata al Comune in opere di ammodernamento.

Una proposta che si inserisce nel solco della continuità degli investimenti effettuati negli ultimi tre anni: 23,5 milioni pagati per la maggior parte dalle due squadre.

Tra le idee allo studio nel nuovo piano proposto, quella di aumentare le quote per la manutenzione periodica e quella di aumentare il numero delle salette vista campo da cui poter guardare le partite. Previste anche modifiche alle aree destinate ai disabili ed interventi ulteriori per ospitare alcuni match della nazionale italiana.

Proposte già da alcuni mesi sul tavolo dell’amministrazione ma che, al momento, non hanno trovato risposta a causa dell’avvicendamento politico a Palazzo Marino.

 

Redazione

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Luca Rampazzo

Autore: Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

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