Economia: la storia semiseria delle bufale di Renzi

Milano 2 Aprile – Italiani, perché siete sempre così pessimisti? Il governo guidato da Matteo Renzi ci ha finalmente portato a una crescita. Non siate scettici. La nostra è una crescita a due cifre, con una virgola in mezzo: 0,8. Non siete ancora contenti? Il nostro premier, in trasferta a Chicago, ha dichiarato di aver compiuto in un paio d’anni quel che gli altri governi non avevano fatto in venti. Ne ha parlato al Fermilab, dove lavorano 130 italiani, talmente orgogliosi e ottimisti sulle potenzialità del nostro Paese, che sono andati a portare i loro cervelli e le loro braccia dall’altra parte dell’Atlantico. “Se cerchiamo di valorizzare il nostro capitale umano, che è l’intelligenza, l’Italia è una grandissima potenza mondiale”. E per valorizzare il capitale umano, c’è il Jobs Act, dopo il quale le aziende devono pagare solo due volte tanto in tasse e contributi quel che i loro dipendenti prendono in busta paga, possono anche licenziare, anche se solo per motivi economici, e possono persino assumere, ovviamente a patto che sia un’assunzione a tempo indeterminato. Perché il lavoro è una cosa seria e il lavoratore non può essere ripudiato come una moglie qualunque.

La disoccupazione è lì a dimostrarlo: è di appena l’11,5% della forza lavoro, addirittura un (quasi) punto e mezzo in meno rispetto all’anno precedente. I gufi ritengono che non sia affatto così rosea la situazione, perché non è aumentata l’occupazione, bensì è diminuita la forza lavoro disponibile e in cerca di impiego. Ma quanto rompono questi scettici! Se la gente smette di cercare lavoro è perché è contenta così, o no? Soprattutto i giovani dimostrano di poter finalmente vivere senza bisogno di lavorare, come sognava Marx nella sua utopia comunista. Quasi 1 su 2 (il 39,8%) ha deciso di restare in panciolle. È come per il discorso sull’astensione: se più della metà degli italiani, ormai, resta a casa, è perché si fida di chiunque vada al governo. Così come chi traccia una croce su entrambi gli schieramenti sulla stessa scheda elettorale e magari vi aggiunge pure un commento di giubilo, scritto di getto nel segreto dell’urna. Ma torniamo a bomba al lavoro, perché i posti fissi sono aumentatiA ottobre gli italiani con contratto a tempo indeterminato erano 14.527.000. Nel marzo precedente erano 14.550.000. Quindi?

Il governo ha abolito la tassa sulla prima casa. Pensate, è il primo governo che abbassa le tasse. Forse è il primo. Probabilmente non lo è, ma sicuramente i risultati finali sono incoraggianti: le entrate totali delle pubbliche amministrazioni sono di 788,7 miliardi di euro quest’anno e saranno, secondo le previsioni, di 799,3 miliardi nel 2016, 820 miliardi nel 2017 e 845 miliardi nel 2018. Come si vede il trend fiscale è calante, o sbagliamo noi? E che differenza fa, poi, nella nostra vita, sefino ad agosto lavoriamo solo per pagare lo Stato? Abbiamo quattro bei mesi liberi in cui possiamo pensare al nostro egoistico profitto e non pensare al bene della comunità.

Come per la spesa pubblica, d’altra parte. Per contenerla, Renzi promette tagli drastici agli enti locali, ai quali chiede sacrifici. Questi arroganti poteri regionali, provinciali e comunali consumano addirittura il 30% della spesa pubblica italiana, contrariamente allo Stato centrale che è costretto a tirare la cinghia e spende tutto il resto. E perché far tante storie, poi? La spesa pubblica è pari a circa la metà del Pil. Il resto è libero. E quando la si paga, poi? In futuro. Nel frattempo chiediamo all’Ue il permesso di poterci indebitare di più. Poi, come disse Keynes, nel lungo periodo saremo tutti morti (Ue per prima, perché non crediate che sia eterna).

Stefano Magni (L’Intraprendente)

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