La Città Metropolitana. Scopriamo insieme cos’è, e come funzionerà

Negli ultimi tempi stiamo prendendo confidenza con termini, per i più, nuovi. "Spread", "Bond", "Eurobond" sono solo alcune di queste novità. Ce n'è una in particolare che riguarderà un cospicuo numero di italiani poiché la sua entrata in vigore cambierà l'assetto istituzionale di alcuni enti locali, tra i quali quelli di Milano e dintorni. Parliamo della Città Metropolitana.

Siamo sicuri di conoscere il vero significato di questo istituto? Proviamo a spiegarvi che cos'è e come funzionerà: un po' di sano Diritto costituzionale non guasta mai. La Città Metropolitana è un Ente amministrativo, oggi ancora non del tutto organicamente disciplinato, che comprende una grande città e i Comuni che ad essa sono strettamente legati per affinità economiche, sociali, di servizio, nonché culturali e territoriali. Sotto il profilo giuridico, il territorio della Città Metropolitana coincide con il territorio di una Provincia o di una parte di essa comprendendo il Comune capoluogo. Una Città Metropolitana è quindi un'area metropolitana.

Il percorso istituzionale della Città Metropolitana prende il via l'8 giugno 1990 con la Legge n. 142 agli articoli 17 e 21 sul nuovo ordinamento degli Enti locali ed è stato costituzionalmente consolidato nel 2001 con l'introduzione dell'articolo 114, dato dalla riforma del Titolo V della nostra Costituzione. Successivamente, la Legge n. 42 del 5 maggio 2009, con l'articolo 23, comma 6 ha impegnato il Governo a varare un Decreto Legislativo entro il 21 Maggio 2012 ovvero, entro 36 mesi dall'entrata in vigore della Legge e finalizzato all'istituzione delle Città Metropolitane. Attualmente, queste sono le Città Metropolitane individuate in sede parlamentare: Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Torino, Reggio Calabria, Roma e Venezia; ad esse si aggiungono le cinque individuate dalle Regioni a Statuto Speciale: Cagliari, Catania, Messina, Palermo e Trieste.

Uno dei primi effetti dell'istituzione delle Città Metropolitane sarà quello dell'abolizione delle Provincie esistenti sui territori interessati dal provvedimento; questo perché alle Città Metropolitane sono attribuite le funzioni delle Province preesistenti nonché alcune funzioni di ordine sovracomunale dei Comuni che insistono nelle aree in questione. Attualmente, l'iter parlamentare vuole così lo stato dell'arte: nel Maggio del 2009, l'istituzione delle Città Metropolitane è stata oggetto di delega al Governo con il compito di emanare i relativi provvedimenti normativi. L'art. 23 della Legge 42/2009, la Legge-delega sul federalismo fiscale, approvata dalle Camere nella primavera dello stesso anno, ha introdotto una disciplina transitoria che consente, facoltativamente una prima istituzione delle Città Metropolitane che si trovano nelle Regioni a Statuto Ordinario. Le Città Metropolitane potranno quindi essere istituite, nell'ambito di una Regione e nelle aree metropolitane in cui sono compresi i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. La proposta della loro istituzione è di competenza dei Comuni capoluogo e delle Province che potranno agire in forma congiunta o separata. Successivamente, la parola passa ai cittadini della Provincia interessata attraverso lo strumento referendario confermativo, previo parere della Regione di appartenenza. Dopo il referendum, l'istituzione di ciascuna Città Metropolitana è rimessa a Decreti Legislativi del Governo che ne detteranno una disciplina provvisoria. I Decreti prevederanno l'istituzione del Consiglio Provvisorio della Città Metropolitana, composto dai Sindaci dei Comuni e dal Presidente della Provincia e l'individuazione, quale funzioni principe della Città Metropolitana, della pianificazione territoriale e delle reti infrastrutturali; inoltre, il coordinamento della gestione dei servizi pubblici, la promozione ed il coordinamento dello sviluppo economico e sociale. Una volta insediati gli organi definitivi della Città Metropolitana, individuati da un provvedimento legislativo ordinario ad hoc e che conterrà anche la definitiva istituzione della Città Metropolitana nonché la sua disciplina, si potrà procedere alla soppressione delle Province relative all'area interessata.

Recentemente, il 6 Luglio scorso, il Decreto Legge n. 95, all'articolo 18, ha stabilito quali sono gli organi delle Città Metropolitane:  il Consiglio metropolitano ed il Sindaco metropolitano al quale è data facoltà di nomina di
un Vicesindaco e di attribuzione di deleghe ai singoli Consiglieri. La durata in carica di Sindaco e Consiglio è fissata in ragione di cinque anni.

Ma conosciamo un po' più da vicino questi ruoli e funzioni partendo dal Sindaco metropolitano; per il primo mandato è di diritto il Sindaco della città capoluogo; successivamente, lo Statuto della Città Metropolitana stabilirà definitivamente se può essere Sindaco di diritto chi lo è nella città capoluogo; se debba essere eletto con il sistema vigente per l'elezione del Presidente della Provincia oppure se debba essere eletto a suffragio universale come previsto dal Decreto Legislativo n. 267/2000, agli articoli 74 e 75. Il Consiglio Metropolitano invece è composto da sedici Consiglieri nelle Città Metropolitane con popolazione residente superiore a 3.000.000 di abitanti; dodici Consiglieri nelle Città Metropolitane con popolazione residente superiore a 800.000 e inferiore o pari a 3.000.000 di abitanti; dieci Consiglieri nelle altre Città Metropolitane. I componenti del Consiglio metropolitano sono eletti, tra i Sindaci dei Comuni insistenti nel territorio della Città Metropolitana, da un collegio formato da questi ultimi e dai Consiglieri dei medesimi Comuni, secondo le modalità stabilite per l'elezione del Consiglio provinciale e con garanzia del rispetto del principio di rappresentanza delle minoranze. Entro quindici giorni dalla proclamazione dei Consiglieri della città metropolitana, il Sindaco metropolitano convoca il Consiglio metropolitano per il suo insediamento.

Sempre l'articolo 18, al comma 7 del Decreto Legge 6 luglio 2012, n. 95 attribuisce alla Città Metropolitana le funzioni fondamentali delle ex province soppresse: pianificazione territoriale generale e delle reti infrastrutturali; strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici, nonché organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano; mobilità e viabilità; promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale. Alle Citta' Metropolitane spettano: il patrimonio e le risorse umane e strumentali della Provincia soppressa, a cui ciascuna Città Metropolitana succede a titolo universale in tutti i rapporti attivi e passivi; le risorse finanziarie di  cui  agli articoli 23 e 24 del Decreto Legislativo 6 maggio 2011, n. 68.

Ciò detto, non resta altro che aspettare per giudicare se la macchina burocratica, spesso farraginosa, potrà esser beneficiata di maggior snellimento nell'interesse dei cittadini.

Antonio Marino

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2 Risposta

  1. SOLELUNA

    Al momento posso solo dire che la confusione regna sovrana…altro che sovranità popolare!

  2. Ricardo Klement

    Invece che tutti questi stravolgimenti, basterebbe una convenzione tipo unione di comuni tra capoluogo e comuni satelliti. E le province devono restare coi territori attuali, ma snellite nella struttura diventando puri enti di snodo. Un Consiglio formato da Prefetto, rappresentante della Regione e tutti i Sindaci abbatterebbe i costi e resterebbe quasi interamente eletto dai cittadini.

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